Era scritto, sin da quando aveva conquistato la Vuelta a Espana nella tarda estate dello scorso anno: essere al Giro 2026 e completare la collezione dei Grandi Giri. Jonas Vingegaard è stato di parola, ha vinto, anzi ha stravinto il Giro d’Italia n. 109 e completato il percorso di successi nei tre GT. Era il grande favorito ed ha rispettato appieno il pronostico, onorando alla sua maniera la massima corsa a tappe italiana.
Tripla Corona prima di… Pogacar – La vittoria alla Vuelta ha stuzzicato Vingegaard a confrontarsi sulle strade italiane. Primo: conquistare il Giro è un crocevia fondamentale per qualsiasi corridore da corse a tappe. Secondo: vincere tutti i GT è un’impresa riuscita solo a pochi nella storia, ma riuscirci prima del suo rivale storico al Tour, Tadej Pogacar, è stato sicuramente uno stimolo in più. E Jonas, fedele al suo personaggio, serio e concreto, ha costruito il progetto Giro-Tour. Del resto, precedentemente per ben due volte in carriera si era cimentato in due GT nello stesso anno, con risultati eccellenti. Trionfo al Tour de France (battendo sonoramente Pogacar!) e secondo alla Vuelta (alle spalle del “gregario” Sepp Kuss, e davanti a Primoz Roglic, per una tripletta storica per la Jumbo-Visma) nel 2023; secondo al Tour (alle spalle di un “ingiocabile” Pogacar) e successo senza discussioni alla Vuelta nel 2025. Per uno specialista assoluto delle corse a tappe come il danese, la doublé Giro-Tour è un percorso obbligato. La sua stagione, finora, è stata semplicemente perfetta: 2 tappe e la classifica finale alla Paris-Nice; 2 tappe e la classifica finale alla Volta a Catalunya; il Giro dominato con 5 tappe.
Il re pescatore raggiunge i Magnifici 7 – Ma chi sono i grandi del passato che, prima del fuoriclasse della Visma Lease a Bike, avevano realizzato la Tripla Corona nei Grandi Giri? Il primo fu Jacques Anquetil nel 1963. Dopo aver vinto il Tour nel 1957 (ed essersi ripetuto nel ’61-’62) e il Giro nel ’60, il normanno firma il successo alla Vuelta nel ’63 (per i cultori delle statistiche, fu la Vuelta più corta di sempre: solo 15 tappe). Pochi anni dopo ecco Felice Gimondi. L’asso di Sedrina vinse, come Anquetil, il Tour all’esordio (1965), poi il Giro del ’67 e quindi la Vuelta ’68 nella sua unica partecipazione alla corsa iberica. Non poteva mancare Eddy Merckx, il ciclista più vincente della storia, che completa il trittico pure lui alla Vuelta (1973), davanti a Luis Ocana e Bernard Thévenet, storici rivali al Tour. Tra gli infiniti record di Merckx, pure l’incredibile serie di successi consecutivi nei GT, 10!! Questa la straordinaria sequenza: Tour 1969, Giro-Tour ’70, Giro ’71, Giro-Tour ’72, Vuelta-Tour ’73, Giro-Tour ’74! Senza dimenticare il primato delle doublé nello stesso anno (4), 3 volte Giro-Tour e una volta Vuelta-Giro. Cannibale.
Poi venne il regno di Bernard Hinault, unico a vincere tutti i Grandi Giri al primo assalto! Vuelta e Tour nel 1978 e, dopo il bis in al Tour ’79, firma il Giro 1980. Tre accoppiate per il fuoriclasse bretone (Vuelta-Tour ’78, Giro-Tour 1982-85), imbattuto al Giro (tre vittorie in altrettante partecipazioni) e alla Vuelta (2 successi su due). Con 10 vittorie, nella classifica all-time dei più vincenti nei GT, è secondo dietro solamente Eddy Merckx (11).
Dopo Hinault, passarono ben 28 anni prima che un nuovo asso delle corse a tappe riuscisse nell’impresa di vincere tutti i GT. Non c’era riuscito Miguel Indurain (5 Tour consecutivi, 2 Giri, ma solo secondo alla Vuelta), ma la Spagna trova in Alberto Contador il ciclista in grado di affiancare i campionissimi del passato. Per “il pistolero” Tour 2007, Giro e Vuelta 2008. Dopo lo spagnolo, altri due campioni della stessa epoca firmano l’impresa: Vincenzo Nibali e Chris Froome. Nibali nel 2014 al Tour (dopo aver vinto la Vuelta 2010 e il Giro 2013), Froome nel 2018 al Giro, dopo i ripetuti successi al Tour (4) e alla Vuelta (2).