Auguri a Sean Kelly

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Celebriamo il compleanno di una leggenda, di un mito del ciclismo scolpito nella roccia: Sean Kelly. L’irlandese compie 70 anni, portati alla grande. Da molti anni è commentatore tecnico di Eurosport in lingua inglese. Kelly è un’icona del ciclismo, il “cacciatore di classiche” per eccellenza, ma non solo. Grazie alla sua eccezionale versatilità è stato uno specialista degli Small Tour e un ottimo interprete delle grandi corse a tappe.

Gli inizi alla corte di Freddy Maertens – Scoperto dal visconte Jean De Gribaldy, personaggio eccentrico del ciclismo, Kelly firma il suo primo contratto con la formazione principe dell’epoca, la Flandria di Freddy Maertens, anno 1977. Con i “rossi” conquista subito 4 vittorie al primo anno da professionista (la più importante 1 tappa al Giro di Romandia) e partecipa al suo primo mondiale a San Cristobal. Nel 1978 disputa il suo primo Tour de France e vince subito 1 tappa, contribuendo alla conquista della maglia verde di Maertens a Parigi. Coriaceo, ottime doti di fondo, ha nello spunto in volata il suo pezzo forte. Di lui si dice che deve maturare, e lui prosegue nella sua lenta, ma progressiva maturazione.

Gli anni alla Splendor: cresce, ma non esplode – Dopo il biennio nella Flandria, rimane in Belgio e corre nella Splendor. Tre anni nei quali il peso specifico di Kelly aumenta: 2 tappe alla Vuelta a Espana 1979; ben 5 alla Vuelta ’80 (4° in classifica finale e classifica a punti); 2 tappe al Tour ’80 e 1 nell’81; la Tre Giorni di La Panne ’80 (primo acuto in una corsa a tappe). Nelle classiche i risultati migliori sono il 4° posto alla Sanremo e il 3° all’Amstel Gold Race del 1980.

Il ritorno con De Gribaldy con una squadra costruita per lui – Il vero Kelly, però, prende corpo a partire dalla stagione 1982. De Gribaldy gli crea una formazione disegnata a sua immagine e somiglianza. L’irlandese ha bisogno di massima fiducia.

La Parigi-Nizza e il record incredibile di 7 vittorie consecutive! – Proprio la Course au Soleil è la prima grande vittoria dell’irlandese. Nell’82 vince 4 tappe compresa la spettacolare cronoscalata al Col d’Eze. Diverrà la “sua” corsa. Un dominio inarrestabile, incontrastato per sette anni! 14 tappe (5 volte primo sul Col d’Eze, record), 29 giorni in maglia bianca (allora simbolo del primato). I campioni dell’epoca si arrendono a Kelly: Hinault, Lemond, Fignon, Roche.

Il Lombardia primo Monumento – Ma il suo terreno di caccia si estende alle grandi classiche. Prima monumento il Giro di Lombardia 1983, al termine di una volata incertissima in cui batte nell’ordine il campione del mondo Greg Lemond, Adrie Van der Poel (padre di Mathieu), Hennie Kuiper e Francesco Moser. Un ordine d’arrivo imperiale. Da quel momento, Sean diventa il più grande interprete delle classiche per quasi un decennio. Vince con autorità e classe, il suo marchio sono gli sprint ristretti di gruppetti selezionati nel corso delle gare. Nell’84 diventa Sean Kelly “the King”. ll suo palmarès è ricchissimo: 2 Milano-Sanremo, 2 Parigi-Roubaix, 2 Liegi-Bastogne-Liegi e 3 Giri di Lombardia. Senza dimenticare 1 Blois-Chaville (G.P. d’Autunno) e 1 Gand-Wevelgem. In quegli anni, è il numero 1 delle classifiche mondiali di rendimento (ininterrottamente dall’84 fino all’89), vince 3 Superprestige, la prima edizione della Coppa del Mondo (’89). L’unica munumento che manca alla sua collezione è il Giro delle Fiandre (tre secondi posti). Purtroppo, anche il mondiale non figura nel suo straordinario curriculum (bronzo nell’82 e ’89).

La Vuelta e le maglie verdi al Tour – Caparbio come pochi, riesce a conquistare la Vuelta a Espana 1988 (dopo averla sfiorata l’anno prima), unico grande Giro vinto. Al Tour si accontenta di 4 maglie verdi, ma il suo miglior risultato si ferma ai piedi del podio (4°) nell’85. Al termine della carriera i successi nelle corse a tappe sono 24 (1 Vuelta, 2 Giri di Svizzera, 7 Parigi-Nizza, 3 Giri dei Paesi Baschi, 2 Volta a Catalunya, 1 Settimana Catalana, 3 Criterium Internazionale, 1 Tre Giorni di La Panne, 4 giri d’Irlanda). Un grande!

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