L’ultima meraviglia di Merckx: il 19 marzo 1976 la Settima Sanremo!

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Il 19 marzo 1976 è una delle pagine principali della storia del ciclismo: Eddy Merckx conquista per la settima volta la Milano Sanremo e firma un record inimitabile. È passato esattamente mezzo secolo da quel pomeriggio di inizio primavera, in cui il campionissimo belga, per tutti il cannibale, supera il primato del leggendario Costante Girardengo e idealmente chiude la sua fenomenale carriera iniziata esattamente 10 anni prima (era il 20 marzo 1966) sempre in via Roma, sempre a Sanremo con il primo acuto alla classicissima, primo grande trionfo di un decennio destinato a rimanere scolpito nella roccia come il periodo con la maggiore sequenza di vittorie per un corridore, mai realizzata prima e mai più, finora, eguagliata.

Merckx scatta a ripetizione – Dopo la cocente sconfitta al Tour ’75, Eddy non è più lo stesso. Anche se ancora ha solo 31 anni, una carriera logorante di dieci anni condotti sempre a tutta ne fanno un atleta quasi normale. Ma per un giorno, per l’ultima volta, Merckx è ancora lui, sempre in testa, sempre all’attacco. Già sul Berta, forcing del fiammingo, con lui rimangono al comando una quindicina. A 20 km dal termine, Merckx scatta, non si ferma, si produce in continui allunghi che stroncano definitivamente i rivali già prima del Poggio.  

Solo un giovanissimo neopro’ resta a ruota del cannibale – Le continue rasoiate di Merckx sono letali e al mozzo del n. 1 in maglia Molteni rimane uno sconosciuto dalla pedalata elegante, Jean-Luc Vandenbroucke, di soli 21 anni, in maglia Peugeot, la stessa maglia a scacchi che indossava Merckx nel ’66 quando vinse per la prima volta. Merckx conduce, e alle sue spalle, nonostante la violenta rincorsa di grandi campioni come Roger De Vlaeminck, Francesco Moser e Freddy Maertens, non riescono a ricucire.

L’apoteosi in via Roma – In fondo alla discesa, Merckx insolitamente si volta continuamente, controlla, costringe il giovane avversario a passare in testa per poi scatenare la sua classica volata imperiosa che non lascia scampo a Vandenbroucke. Merckx per la settima volta re di Sanremo! A 28” un indomito Miro Panizza coglie il terzo posto (poi trasformato in secondo per la squalifica di Vandenbroucke per positività al controllo antidoping), a 31” Michel Laurent, a 33” il gruppo regolato da Walter Planckaert su Rik Van Linden, Patrick Sercu, De Vlaeminck, Moser e Walter Godefroot (Maertens out per caduta nella discesa del Poggio), praticamente il gotha del ciclismo mondiale dell’epoca.

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