La grande festa del ciclismo belga è stata funestata da una tragedia improvvisa. Un uomo di 51 anni, di nazionalità britannica, ha perso la vita sabato scorso mentre partecipava alla versione amatoriale del Giro delle Fiandre, la celebre “We Ride Flanders”.
L’uomo si trovava nei pressi della salita dell’Hotond, vicino a Ronse, quando è stato colpito da un malore improvviso, presumibilmente un arresto cardiaco. Un dettaglio che rende la vicenda ancora più dolorosa è che la vittima stava condividendo l’esperienza sportiva insieme al figlio.
Il cordoglio degli organizzatori – Nonostante il tempestivo intervento dei soccorritori, ogni tentativo di rianimazione è risultato vano. Gert Van Goolen, a nome dell’organizzazione, ha espresso profondo dolore: “Speri sempre che i 14.000 partecipanti possano vivere una giornata indimenticabile. Sappiamo che esistono dei rischi intrinseci, ma una notizia del genere è l’ultima cosa che un organizzatore vorrebbe mai dare“.
Altri incidenti sul percorso – La giornata di sabato è stata particolarmente impegnativa per i servizi di emergenza impegnati lungo i vari percorsi (che variano dai 79 ai 247 km). Oltre al decesso del 51enne, si sono registrati altri due interventi critici: un ciclista olandese di 57 anni è stato soccorso e trasportato in ospedale. Un secondo ciclista britannico è stato tratto in salvo sul leggendario Oude Kwaremont.
Un precedente inquietante – Purtroppo, non è la prima volta che l’evento viene colpito da simili drammi. Solo un anno fa, nel 2025, la “We Ride Flanders” registrò altri due decessi. Tra questi figurava Stéphane Krafft, ex professionista della Cofidis di soli 45 anni.