“Poteva andare molto peggio”: l’urlo di Kwiatkowski per la sicurezza nel ciclismo

​”Questa settimana ci sono stati troppi incidenti con i veicoli sul percorso: siamo stati fortunati, ma poteva andare molto meglio. O molto peggio“. Con queste parole affidate ai social, Michal Kwiatkowski spiega la protesta silenziosa ma decisa dei corridori, che hanno fatto ritardare di cinque minuti la partenza della gara. Il 36enne polacco – tra i più esperti in gruppo – manda un segnale forte all’UCI e agli organizzatori. Un appello urgente e non più rinviabile: la sicurezza in corsa deve diventare la vera priorità del ciclismo moderno.

“Come ciclisti, ci uniamo contro il rischio non necessario a cui le nostre vite sono sottoposte.

Questa settimana ci sono stati molteplici incidenti con veicoli sui percorsi di gara. Due ciclisti sono caduti quando hanno urtato una moto che procedeva nella direzione sbagliata sul tracciato di gara. Fortunatamente entrambi se la sono cavata con tagli e lividi, ma poteva andare molto peggio.

Quest’estate, una vita di un ciclista è stata tragicamente spezzata in Portogallo mentre era in gara alla Volta ao Algarve. Non tollereremo più una cosa del genere.

I ciclisti corrono a grande velocità con poca protezione, e dipendiamo dall’UCI e dagli organizzatori di gara per garantire la sicurezza delle strade. Questa responsabilità non viene rispettata.

Chiediamo all’UCI e agli organizzatori di gara di assumersi le proprie responsabilità e agire. Ciò significa una conversazione seria e aperta tra ciclisti, organizzatori di gara e UCI, che porti a cambiamenti concreti su come i percorsi di gara vengono protetti e gestiti.

Dopo cinque minuti, abbiamo corso come al solito. Non volevamo influenzare la gara, solo mostrare cosa possono fare i ciclisti quando si intraprende un’azione Comune.

Amiamo questo sport. Rispettiamo gli organizzatori di gara. Vogliamo correre al massimo e offrire uno spettacolo ai nostri tifosi. Ma soprattutto vogliamo tornare a casa sani e salvi dalle nostre persone care”.

error