Più serie del previsto le condizioni fisiche di Tom Pidcock, caduto nel corso della quinta tappa della Volta Catalunya. Il britannico – finito in un burrone mentre affrontava una discesa – è riuscito tramite la radio a contattare l’ammiraglia ed essere indiviaduato. Risalito in strada Pidcock si è rimesso in corsa terminando la frazione, ma il giorno dopo non ha preso il via a causa di dolori al ginocchio e al polso.
Ulteriori controlli hanno evidenziato che l’impatto nel burrone è stato più violento di quanto percepito inizialmente dall’atleta: sono state rilevate micro-fratture da stress alla tibia e al perone (fibula). Questo complica leggermente il quadro perché richiede un’immobilizzazione iniziale più rigorosa. Oltre alla lesione di 2° grado al collaterale mediale è confermato un distacco di un piccolo frammento osseo nel punto di inserzione del legamento anterolaterale. Anche il polso ha riportato danni che verranno monitorati, sebbene il ginocchio resti la priorità assoluta.
Tempi di recupero – Il dottor Lorenz Emmert – responsabile medico della Q36.5 – ha tracciato il piano per i prossimi giorni: riposo assoluto e terapia antinfiammatoria per ridurre il versamento “a pallone”. Senza lo sgonfiamento totale, i medici non possono procedere con la riabilitazione attiva. Test di carico leggero su rulli per valutare la risposta dei legamenti senza lo stress delle vibrazioni stradali. Solo dopo le opportune valutazioni sarà presa la decisione definitiva sulla partecipazione alle Classiche delle Ardenne: Amstel Gold Race (19 aprile), Feccia Vallone (22 aprile) e Liegi-Bastogne-Liegi (26 aprile).