Pazzesco Pogacar! La Sanremo è sua!

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Tadej Pogacar scrive un’altra pagina incredibile della sua carriera leggendaria. Una prestazione stre-pi-to-sa, più forte della sfortuna, sotto forma di una caduta rovinosa ai -32, che avrebbe messo K.O. chiunque, ma non lui. Il Fenomeno sloveno ha ripreso immediatamente, inseguito e ripreso il gruppo, per poi attaccare e portarsi a spasso Tom Pidcock e Mathieu Van der Poel (poi staccatosi sul Poggio) e vincere al fotofinish su un grande Pidcock.

Fuga a nove – La Milano-Sanremo n. 117 scatta da Pavia (per il secondo anno consecutivo) con classico arrivo in via Roma dopo ben 298 km di corsa infinita. La fuga che caratterizza la gara vede nove audaci e coraggiosi atleti all’attacco: Mirco Maestri, Andrea Peron, Martin Marcellusi, Manuele Tarozzi, Lorenzo Milesi, Manlio Moro, David Lozano, Dario Igor Belletta, Alexy Faure Prost. Ai -75 il drappello degli attaccanti ha ancora 6′ di vantaggio. Ma la UAE di Pogacar (che ha perso Jan Christen, costretto al ritiro per una caduta: sospetta frattura della clavicola) inizia ad alzare l’andatura assieme alla Alpecin di Van der Poel per ridurre il margine. Brutte notizie per Ganna, che vede cadere ben tre (!) compagni di squadra: Kwiatkowski, Turner e Swift, con il polacco (vincitore della Sanremo 2017) out.

I tre capi (Mele, Cervo e Berta) servono solo a ridurre drasticamente il vantaggio degli attaccanti. Al termine del Berta, restano davanti solo in tre: Milesi, Belletta e Maestri. Il vantaggio è ridotto a soli sessanta secondi. La corsa segue il canovaccio tipico con Cipressa e Poggio a decidere le sorti.

Caduta di Pogacar! – Un sussulto a 32 km dal termine: cade Pogacar. Lo sloveno è proprio il primo a cadere, battendo rovinosamente la parte sinistra del corpo sull’asfalto. Coinvolto anche Van Aert e pure Van der Poel. Ma il più malconcuio sembra proprio lo sloveno, sembra… Il fuoriclasse dei Balcani riparte, mentre Van der Poel ha già ripreso e Van Aert (perseguitato sempre dalla sfortuna) riprende dopo Pogi. Van der Poel rientra aiutato addirittura dal velocista Philipsen. Pogacar deve recuperare una trentina di secondi, rimonta impossibile?

Pogi rientra, risale il gruppo e attacca sulla Cipressa! – Inizia la salita di Cipressa (5,6 km al 4% max 9%) e i tre battistrada vengono raggiunti proprio all’approccio della rampa. Con un McNulty perfetto, Pogacar riprende il gruppo, risale rapidamente e si riporta nelle primissime posizioni in meno di un chilometro ai -26. Fantastico. Subito si forma il trenino UAE: McNulty, Del Toro e Pogacar che, nonostante le escoriazioni al braccio, al gluteo e al polpaccio sinistro, ha gli occhi della tigre. Si sposta McNulty e accelera Isacc Del Toro (vincitore di UAE Tour e Tirreno-Adriatico), è il preludio alla rasoiata di Pogacar. Tadej scatta con la solita veemenza (-24,2) quando ancora mancano 2.600 metri allo scollinamento. Gli restano a ruota solo Tom Pidcock (vincitore in settimana della Milano-Torino) e il solito Mathieu Van der Poel. Alle loro spalle il vuoto. In vetta il terzetto ha 21″, ma in discesa Pogi insiste, tira mettendo alle corde due specialisti come Pidcock e VdP. Tornati sull’Aurelia il margine è salito a 30″.

Il Poggio respinge Van der Poel – Ai -15 la determinazione di Van Aert viene premiata e il fiammingo rientra nel primo gruppo inseguitore. Ma sempre quanta sfortuna per questo campione! Inizia l’ascesa del Poggio (-9,3) con i classici 3,7 km (pendenza media 3,7% max 8%) da vivere tutti d’un fiato come una lunga volata. Il gruppo, grazie al lavoro della Lidl-Trek per Mads Pedersen (al rientro dopo lo stop ai primi di febbraio per fratture al polso e alla clavicola), si porta a soli 8″, ma non appena la strada s’impenna riparte con ferocia Pogacar. Pidcock risponde, mentre Van der Poel (non con una bella cera, forse per gli effetti della caduta), tiene, ma poi deve mollare (-8,6). Pidcock invece non concede nemmeno un metro allo scatenato avversario. Tuffo in discesa e chi tira di più? Sempre lui, Tadej Pogacar semplicemente dominante, senza un attimo di pausa.

Volata incerta: Pogi acchiappa il successo che lo commuove, Pidcock battuto di un niente – Progressione di Van Aert al termine della discesa, ma è tardi, i due davanti sono imprendibili. Pogi va in testa controlla, sarà un testa a testa incerto. Volata lanciata, Pidcock rimonta, affianca lo sloveno e colpo di reni di entrambi sulla linea. Vince Pogacar! Il tabù Sanremo è sfatato, al sesto tentativo Tadej Pogacar si prende di forza la classicissima dei fiori, colmando una lacuna nel suo straordinario curriculum. Dopo 43 anni (Saronni), una maglia iridata torna a svettare su Sanremo. A 4″ Wout Van Aert arpiona un podio che sembrava impossibile, poi Mads Pedersen (grande pure il danese) e Corbin Strong a chiudere la top-five. Solo 8° van der Poel.

Tre italiani in top-ten: 6° Andrea Vendrame, 9° l’intramontabile Matteo Trentin e 10° Edoardo Zambanini.

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