McNulty campione del mondo!

Al termine di una corsa senza un attimo di respiro, Brandon McNulty si laurea campione del mondo a Montréal con un’azione solitaria promossa a 32 km dalla conclusione. Dietro mille scatti, tanti tentativi e un unico comune denominatore: la straordinaria difesa di Matteo Jorgenson, compagno di nazionale del vincitore, che ha stoppato tutti gli assalti. A 13″ Michael Matthews è medaglia d’argento e Mathieu Van der Poel bronzo, dopo una generosa corsa d’attacco. Primo degli italiani Giulio Ciccone, nono.

Il percorso – La prova regina, quella in linea dei professionisti, chiude la rassegna iridata in terra canadese. Partaenza da Brossard, con 112 km in linea, prima dell’ingresso nel circuito cittadino di Montréal del Mont-Royal: 12 giri di 13,4 km. Complessivamente, sono 273,4 km con ben 3 strappi impegnativi: la Voie Camillien-Houde (1.670 metri al 7,4% max 10%); la cote Chemin de Polytechnique (780 metri al 6% max 11%); l’Avenue Pagnuelo (600 metri al 7%). Senza dimenticare l’arrivo in Avenue du Parc, con gli ultimi 600 metri interminabili al 4%.

Esordio per il C.T. azzurro – Prima volta da C.T. per Roberto Amadio che costruisce una nazionale attorno all’esperienza di Giulio Ciccone e alla freschezza atletica di Davide Piganzoli (recente vincitore del Giro del Lussemburgo) e di Giulio Pellizzari. Esordio per il 19enne Lorenzo Mark Finn, dominatore quest’anno di Giro Nextgen e del Tour de l’Avenir, già iridato tra gli juniores e gli under-23. Completano la spedizione azzurra: gli esperti Bettiol e Trentin (ultimo italiano a salire sul podio mondiale, argento nel 2019), Cattaneo e Scaroni.

La fuga per riscaldare i motori – Sono in sedici a farsi notare nella vetrina mondiale. Poi, dopo l’ingresso nel circuito, la corsa entra nel vivo. Lodevole il lavoro delfrancese Bruno Armirail, che si sobbarca gran parte della fatica per ricucire sui fuggitivi della prima ora.

La corsa esplode per merito di Van der Poel e Van Aert – Sulla côte de Polytechnique, ad una novantina di chilometri dal traguardo, ecco Van der Poel e Van Aert, storici rivali, che infiammano la gara. Con i due eclettici campioni (in due, 11 titoli mondiali di ciclocross!), ci sono Quinn Simmons, Oscar Onley, Anton Charmig e… Primoz Roglic, l’eterno campione sloveno (37 anni!). Lo spettacolo sale di colpo, ma la gara non ha un attimo di respiro. Dietro Isaac Del Toro non ci sta, allunga e strappa il gruppo. Evenepoel, grande favorito di oggi per una storica doppietta iridata, dopo il titolo domenica scorsa nella crono, perde terreno. Van der Poel è scatenato e attacca ancora. Con il fuoriclasse neerlandese restano solo Onley, Simmons e Roglic.

Van der Poel infaticabile, Evenepoel a sprazzi – Ai -51 riparte Van der Poel! Simmons resiste, rientra Roglic. Da dietro emerge Ben Healy, che riprende Onley. La sistuazione è estremamente fluida con il terzetto al comando, poi la coppia Healy-Onley, quindi un gruppetto con, tra gli altri, i rampanti Del Toro e Seixas, un ottimo Ciccone, Pidcock e l’evergreen Matthews (36 anni, abbonato ai podi iridati); Evenepoel si trova intruppato in un altro gruppo a quasi un minuto. Ma Remco non ci sta, parte da solo e rientra con apparente facilità nel gruppo Del Toro, salvo poi spegnersi non appena la strada si drizza sui pedali. Restano 3 giri, ancora 40 km da percorrere. Il tandem Healy-Onley è a 18″, il gruppo tirato da Van Aert (al servizio di Evenepoel) a 32″.

Del Toro riporta il gruppo su VDP, poi l’assolo di McNulty – Onley si pianta, e Healyy si produce in un bel assolo che gli consente di rientrare sul terzetto al comando. Intanto, van Aert, esausto, perde contatto. Poco dopo, ritorna sotto il gruppo tirato da Del Toro (-36). La tregua dura pochissimo, perché ai -32,3 parte deciso Brandon McNulty. L’americano guadagna subito un bel vantaggio e, quando mancano due giri al termine, ha 1’08” sugli inseguitori! Un abisso. Ma la corsa è frenetica, innumerevoli gli scatti. Evenepoel riemerge e prova da solo, e alla campana dell’ultimo giro il belga è in testa al gruppetto inseguitore. Ma il gap è alto: 53″.

Ci provano Ciccone e Pidcock, poi ancora VDP, ma McNulty corona la fuga – In salita scatta forte Ciccone, con Pidcock alle calcagna, che poi rilancia. Il distacco scende a soli 14″! Mancano 10 km, ma il tatticsmo frena ancora gli inseguitori e McNulty, ottimo cronoman, ha buon gioco. Ci prova con una rasoiata delle sue Van der Poel, ma il verdetto non cambia. Brandon McNulty è campione del mondo, terzo americano iridato, quarto titolo complessivo (Lemond 1983-89, Armstrong 1993). A 13″ un incredibile Michale Matthews (grande intelligenza tattica, altro che velocista!), regola Van Der Poel, Simmons, Del toro, Mads Pedersen, Pidcock, Jorgenson, Ciccone e Healy. Evenepoel 12° a 25″, Seixas, bloccato nel finale dai crampi, 15° a 2’47”. Gioia per la nazionale a stelle e strisce, che ha corso in maniera perfetta con Jorgenson e Simmons, con McNulty perfetto finalizzatore. La maglia iridata, dopo due anni di Pogacar, resta in casa UAE, per il terzo anno consecutivo con McNulty, uno dei pretoriani dello sloveno.

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