Come un copione già scritto e che ormai si ripete in maniera monotona quando è in gara, Tadej Pogacar domina la scena e si prende anche la Liegi-Bastogne-Liegi. Per lo sloveno terza classica Monumento del 2026, dopo gli acuti alla Sanremo e al Fiandre. Ma alle sue spalle cresce, eccome, una nuova stella del firmamento mondiale, Paul Seixas. Il francese, che ha solo 19 anni, è stato grande avversario del Fenomeno dei Balcani, resistendo alla grande alle sue rasoiate su La Redoute, per poi cedere inesorabilmente solo su La Roche-aux-Facons e conquistare un eccellente secondo posto all’arrivo. Pogacar ha dedicato la vittoria a Cristian Camilo Munoz, recentemente scomparso, suo compagno di squadra dal 2019 al 2021.
Una caduta spezza il gruppo: Evenepoel e Bernal davanti! – Nemmeno tre minuti dal via e una caduta spezza il gruppo. Davanti si forma un gruppone di 55 unità con Remco Evenepoel ed Egan Bernal, mentre Pogacar resta intruppato nel secondo troncone. Nonostante l’immediata reazione della UAE Emirates, il gruppo di testa guadagna terreno. Ben prima della battaglia sulle cotes, il film di questa Liegi subisce un brusco cambio di copione. Il vantaggio sale a 3’30”, ma il problema di Evenepoel è quello di poter contare su un solo gregario (Denz), così come per Bernal. Dietro, la UAE ritrova verve e riduce lo scarto, mentre davanti cominciano a perdere pezzi. Così, si arriva al ricongiungimento dopo oltre 3 ore di gara. A questo punto, la situazione si normalizza per Pogacar, che riprende assieme ai suoi il comando delle operazioni, in attesa delle cotes decisive.
Pogacar attacca su La Redoute per il terzo anno consecutivo! L’unica novità è un fantastico Seixas – Si arriva ai piedi de La Redoute (1,6 km al 9,4% max 15%), la salita simbolo della doyenne. Pogacar ha attaccato e fatto il vuoto nelle ultime due edizioni ai -34, metro più metro meno. Benoit Cosnefroy fa il forcing per lanciare l’alieno. E lui, risponde come sempre alla sua maniera con una progressione micidiale! Mancano 34,9 km (esattamente 1.000 metri alla cima). Solo Seixas, il nuovo che avanza, il bambino prodigio del ciclismo francese, resiste al turbo del campione del mondo. Ed Evenepoel? Come nel 2025, si stacca prima ancora della fucilata di Pogi. Ancora una volta respinto (dopo aver costruito i suoi due successi su questa cote nel 2022 e 2023).
Pogacar-Seixas, il primo vero duello tra i due infiamma la Liegi – Dietro Pogi e Seixas, il vuoto. In cima a La Redoute, Skjelmose (2° all’Amstel) è già a 20″, il gruppo ancora più indietro. A 30 km dall’approdo su Quai des Ardennes il primo degli umani (Skjelmose) è segnalato già a 40″. Discorso praticamente chiuso. Superata l’interlocutoria cote des Forges, la resa dei conti si attende su La Roche-aux-Facons.
Seixas si arrende alla progressione di Pogi – Inizia il primo pezzo di salita e a 600 metri esatti dalla cima (-13,9) il ritmo infernale ed asfissiante di Pogacar mette alle corde Seixas, che è costretto ad alzare bandiera bianca. Addio Tadej, ci rivedremo più avanti! Vola verso l’ennesimo trionfo lo sloveno dei record che si lancia indisturbato a conquistare un poker leggendario nella Liegi-Bastogne-Liegi: raggiunti Moreno Argentin ed Alejandro Valverde. Davanti solo e sempre Merckx con 5 vittorie.
Il nervosismo di Evenepoel, che si riscatta con un bel finale – Si gira, sbraita, manda a quel paese gli avversari che non tirano, insomma il solito Remco. Poi, nelle ultime battute di gara, si ricorda di avere doti non comuni: prima riprende in prima persona Skjelmose (ormai quasi sicuro del terzo gradino del podio), e poi domina con una volata potente lo sprint per il terzo posto a 1’42” dal vincitore, battendo Emiel Verstrynge (al secondo piazzamento importante dopo il quarto posto all’Amstel) e un ottimo Bernal. Due italiani in top-ten: 8° Christian Scaroni e 10° Filippo Zana. Ma prima era arrivato Paul Seixas a 45″ da superPogi. Era il più giovane in gara, e questo secondo posto (dopo il dominio ai Paesi Baschi e alla Freccia Vallone) conferma la classe e l’ascesa prepotente di questo ragazzo (a proposito, era giunto secondo a marzo anche alla Strade Bianche).
Pogacar sale a 13 Monumento a -6 dal cannibale – Niente è precluso a questo incredibile e imbattibile atleta: alla sua quinta corsa in stagione – con 4 vittorie e un secondo posto – conquista la quarta Liegi (la terza consecutiva), la tredicesima Monumento, portandosi a sei lunghezze dal fantastico record di Merckx, che ormai ha messo nel mirino. Undicesimo podio consecutivo in una classica Monumento per Pogacar (ininterrottamente sul podio dalla Liegi 2024, con ben 8 trionfi su 11!). Infine, 51 anni dopo Eddy Merckx (sempre lui…) Pogacar firma la tripletta Sanremo-Fiandre-Liegi.