Pogacar un marziano sui Pirenei!

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Imbattibile, invincibile, insuperabile, semplicemente Tadej Pogacar! Lo sloveno ha spianato il Tourmalet per poi scrivere una nuova, ennesima pagina di storia del ciclismo. Jonas Vingegaard, ancora una volta, ha vestito i panni del secondo. Il danese, ha provato in tutte le maniere a contenere la furia di Pogi, ma è stato nettamente respinto. Il Tour, appena al sesto giorno di gara, è già nelle mani di Pogacar.

Aspin e Tourmalet – Ed ecco i Pirenei, mitiche ascese della Grande Boucle. Nella sesta frazione sono presenti due colli sui quali si sono scritte pagine epiche della corsa francese. La sesta tappa (da Pau a Gavarnie-Gèdre di 186 km), con Aspin e, soprattutto, Tourmalet (Souvenir Jacques Goddet, antico patron del Tour). Sull’Aspin (12 km al 6,5%) la UAE Team Emirates – XRG inizia il suo forcing, ma è sul Tourmalet che la corsa entra definitivamente nel vivo. Il caldo torrido accompagna la marcia dei corridori che, oltre alla durezza del percorso, devono fare i conti con le alte temperature.

Pogacar un gigante sul Tourmalet – La salita (17,2 km al 7,3%) viene subito affrontata a velocità sostenuta dalla UAE, che screma il gruppo. Uno dei primi a mollare è Matteo Jorgenson, spalla di Vingegaard in seno alla Visma. L’americano si stacca lontano dalla vetta (-11,2). Poco dopo, la maglia gialla di Træen perde contatto e ha inizio il suo calvario. La UAE è una macchina perfetta: Grosschartner tira fino ai -8,6 dal GPM, poi è la volta di Brandon McNulty. Dietro il treno UAE, Vingegaard rimane con il solo Sepp Kuss (Piganzoli si sfila e si stacca ai -7). Il gruppo di testa si assottiglia sempre di più. Ai -5,6 prende il timone Adam Yates con Del Toro e Pogacar in posizione di sparo, seguendo un copione che già risulta scritto. Isaac Del Toro accelera (-4,8) e alla sua ruota c’è solo il campione del mondo! Vingegaard non risponde. Tadej Pogacar aumenta a suua volta il ritmo ed è solo al comando! Mancano 4.200 metri alla vetta del gigante, addirittura 42,7 km all’arrivo, ma per un gigante come il Fenomeno dei Balcani, abituato alle imprese e alle fughe da lontano, è la normalità.

Vinge illude, poi cede e si arrende alla superiorità di Pogi – Superato il primo momento di difficoltà, Vingegaard emerge molto bene, superando e staccando Del Toro, issandosi in seconda posizione. ll dominatore dell’ultimo Giro d’Italia si avvicina al rivale di sempre: 9″, 8″… 6″. Per un chilometro o poco più dà l’impressione di poter tornare in testa, ma anche questo è un fim già visto. Pogacar in alcune circostanze (raramente, a dire la verità) si fa quasi riprendere (ricordate Evenepoel al Giro delle Fiandre 2026?) per poi alzare nuovamente il ritmo e allontanare l’avversario (che è sempre un campione, mica uno qualunque). Tutto ciò si verifica con puntualità anche oggi. Pogi si prende il Tourmalet, a 30″ Vingegaard, a 1’27” Seixas, Lipowitz e Del Toro; Evenepoel è già a 1’50”. Inizia la discesa e Pogacar incrementa il margine su tutti. Non c’è niente da fare. In discesa brutta caduta per Traen. La maglia gialla (che già aveva un passivo superiore a 8′), prosegue stoicamente, ma si sospetta una frattura alla clavicola.

Pogacar spiana anche l’ultima ascesa e si prende tutto – La salita finale misura 18,7 km ma ha una pendenza media molto dolce (3,7%). Pogacar stanco? Neanche per sogno, i rivali sono annientati. Sul traguardo splende la sua maglia iridata prendendosi totalmente la scena e soprattutto la maglia gialla. Vingegaard arriva sfinito a 2’38”! Dietro, si riuniscono e del Toro completa la grande giornata UAE prendendosi il terzo posto di giornata a 2’57” regolando nell’ordine Evenepoel, Seixas, Lipowitz, Ayuso e Skjelmose; poco più indietro Lenny Martinez a 3’02” e Kuss a 3’06” a chiudere la top-ten. Va sottolineato che Egan Bernal (vincitore di un Tour) è giunto undicesimo a 4’47” e poi il vuoto: Jegat, dodicesimo, a 8’18”!

Un’ipoteca sul Tour – Dopo solamente sei giornate di corsa, la classifica assume una fisionomia chiara: Tadej Pogacar (che veste pure la maglia a pois) ha il Tour in mano. Jonas Vingegaard, secondo, ha un ritardo di 2’42”; 3° Del Toro (nuova maglia bianca) a 3’27”, 4° Evenepoel a 3’30”, 5° Ayuso a 3’34”, 6° Seixas a 3’55”, 7° Lipowitz a 4’00”, 8° Martinez a 4’21”, 9° Skjelmose a 4’57”, 10° Vacek a 7’10”.

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