Monologo Pogacar alla Strade Bianche

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Tutti lo sapevano e lui ha solo fatto quello che gli viene più semplice fare: dominare! Tadej Pogacar, all’esordio stagionale, stravince per la quarta volta (record assoluto) la Strade Bianche, classica giovane dal fascino antico.

Lavoro perfetto UAE – La classica degli sterrati, giunta appena alla 20esima edizione, ma già ricca di blasone, tanto da essere considerata addirittura (senza troppa esagerazione) la sesta corsa in linea più importante nel calendario, inferiore solamente alle inavvicinabili cinque Monumento. In programma 15 settori di strade bianche, per complessivi 64 km (l’anno scorso erano addirittura 80). Partenza e arrivo a Siena. La UAE tiene le redini della corsa con la solita autorevolezza e poco prima di approcciare il lunghissimo Monte Sante Marie (11,5 km) ecco quasi tutti gli effettivi della formazione emiratina schierarsi in testa al gruppo.

Pogacar attacca, Seixas risponde! – Non appena inizia il Monte Sante Marie ecco Jan Christen in testa con Pogacar a ruota, poi Isaac Del Toro e quindi Paul Seixas, il nuovo che avanza. Mancano 80 km (!) al traguardo e già i protagonisti più attesi sono lì al vento (e sotto la polvere) a battagliare. Il record di oltre 80 km al comando da solo (2024) per lo sloveno rimane imbattuto. Alza il ritmo Pogacar (-79,6) e il gruppetto di testa si restringe a pochissimi. Con Pogi, ci sono Seixas, Del Toro (anche lui sembra pedalare sul velluto) e Matteo Jorgenson. Ma è un attimo, Pogacar insiste, Jorgenson si stacca. Con Tadej rimane solo Seixas. Già si sogna un duello, ma il francese, pur già molto forte, è costretto a mollare dopo meno di un chilometro. Questo continua ad essere nelle ultime due stagioni il limite entro il quale pochissimi riescono a tenere il ritmo impossibile dello sloveno, solamente mille metri o giù di lì per Vingegaard, Evenepoel e adesso Seixas.

Vola Pogacar verso il poker del record – Mancano 78,6 km all’arrivo, un’enormità. Ma non per il campione del mondo sloveno che si lancia verso una nuova irresistibile impresa solitaria. Da questo momento, si corre per il secondo posto. Seixas e Del Toro vengono ripresi, per poi andarsene nuovamente sul Colle Pinzuto.

Piazza del Campo incorona Pogacar – L’ultimo strappo è l’apoteosi dello sloveno che corona l’ennesima impresa solitaria. Vittoria numero 109 in carriera. Per il podio splendida lotta tra Del Toro e Seixas, che danno vita ad una bella sfida che vede prevalere il francese, che stacca il messicano. Strepitoso il baby campione transalpino, che coglie un piazzamento pesantissimo, diventando a 19 anni, 5 mesi e 11 giorni, il corridore più giovane a salire sul podio della corsa. Battuto il record di Moreno Moser, vincitore nel 2013 a 22 anni, 2 mesi e 5 giorni. Seixas chiude con 1′ tondo di ritardo, Del Toro a 1’09”. Poi, Romain Grégoire (altro francese, vincitore la scorsa settimana della Faun Drome Classic e secondo in settimana al Trofeo Laigueglia) a 2’04” precede Gianni Vermeersch, quindi Jan Christen a 2’07”; 7° Pidcock a 2’14”, 8° Jorgenson a 2’20”, 9° Kron a 3’46” e 10° Wout Van Aert. Primo degli italiani Andrea Vendrame, 16° a 6’57”.

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