Pogacar pigliatutto al Tour de Suisse

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Tadej Pogacar porta a casa un altro successo, il Tour de Suisse, corsa dal grande blasone, a dire il vero troppo snaturata in questa 89esima edizione con un numero di tappe mai così ridotto (appena cinque). Una corsa a tappe che, fino agli anni Cinquanta, era considerata la terza in ordine di importanza dopo gli inavvicinabili Tour e Giro e che, dopo l’ascesa della Vuelta come terzo GT, si era per anni posizionata come la quarta corsa a tappe al mondo. Pogi, dopo l’ennesima primavera spaziale nelle classiche, ha fissato un programma tutto di matrice elvetica come marcia d’avvicinamento all’assalto del quinto Tour de France. Una marcia d’avvicinamento come sempre dominante. Prima il Romandia a maggio e adesso il Giro della Svizzera per continuare quel percorso di inseguimento a Eddy Merckx.

Il Col de la Croix protagonista con 4 scalate – Quinta e ultima fatica con la tappa regina. Partenza e approdo a Villars-sur-Ollon (150,7 km) con un tracciato durissimo: tutto si svolge in un circuito dove si scala sempre e solo il terribile Col de la Croix: con partenza ed arrivo posti a metà salita, in mezzo due scalate complete Hors Catégorie. In altre parole è un festival di questa montagna.

Pogi non lascia nulla e vince anche oggi! – Mentre tutti aspettano una nuova impresa del dominatore del ciclismo anni Venti, lui, messo ampiamente in cassaforte il successo finale già alla prima tappa e aumentato il margine su tutti nella crono, lascia spazio alla fuga di giornata formata da corridori importanti, ma fuori classifica. Il drappello al comando si fraziona prima di affrontare per l’ultima volta il Col de la Croix e si avvantaggiano in tre: Lenny Martinez, Bart Lemmen e un redivivo Nairo Quintana. Lemmen e Quintana perdono, però, le ruote di Martinez, mentre da dietro rinviene come una moto lui, il fenomeno dei Balcani, che a uno ad uno riprende tutti i corridori davanti. A 4,5 km dalla conclusione ha solamente 38” da recuperare a Lenny Martinez. Il destino del francese è segnato. Sotto lo striscione dell’ultimo km, Pogi riprende e lascia sul posto il transalpino della Bahrain-Victorious. Lo sloveno non fa sconti e vince ancora, senza pietà: terzo successo parziale (su 5) e classifica finale dominata, con il contorno della classifica a punti e quella a squadre. Non vince, stravince sempre. Martinez, sconsolato, è secondo a 7”, poi il vuoto: Lemmen a 1’33”, Jarno Widar, Riccitello e Mas a 1’53”, Carapaz a 2’00”.

Carapaz primo dei terrestri ad oltre 6’ – Distacchi pazzeschi, se si considera che sono maturati in appena cinque tappe. Pogi maglia gialla dal primo all’ultimo giorno, 2° Carapaz a 6’32”, 3° Vacek (maglia bianca) a 6’53”, 4° Tobias Foss a 7’34”, 5° Ilan Van Wilder a 7’51”.

Curiosità – Erano quasi settant’anni (!) che il vincitore del Giro di Svizzera non lasciava il secondo ad un distacco superiore: Pasqualino Fornara vinse nel 1958 con 7’06” su Hans Junkermann. Pogacar ha inflitto il maggior distacco sul secondo (6’32”) dal 1959 ad oggi. Il record appartiene al grande Gino Bartali che dominò nel 1947 con 21’16” sul secondo e l’anno prima con 16’30”.

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