Kuss si prende il tappone dolomitico

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Una condotta di gara perfetta per Sepp Kuss: prima entra nella fuga, poi rimane passivo fino al momento decisivo, quando riprende e stacca Giulio Ciccone, grande protagonista di giornata. Lo statunitense vince con pieno merito la tappa regina del Giro d’Italia 2026 e ritorna al successo dopo un anno, nove mesi e 20 giorni di digiuno, dalla classifica finale della Vuelta a Burgos 2024. Jonas Vingegaard in totale controllo, ha dato spazio a Kuss, uno dei suoi più fedeli luogotenenti.

Indigestione di montagne – Si arriva al gran finale di questo Giro, con Vingegaard saldamente in maglia rosa. Lotta accesa per gli altri posti sul podio. Questa 19esima tappa si snoda da Feltre ad Alleghe (Piani di Pezzè) ed è un festival di passi dolomitici. Salite sulle quali si sono scritte pagine memorabili della storia della massima corsa a tappe italiana. Si comincia con il Passo Duran e poi si prosegue con la Forcella Staulanza, il Passo Giau, il Falzarego e l’arrivo in salita ai Piani di Pezzè. La fuga nasce già sul primo GPM. Giulio Ciccone, che veste la maglia azzurra degli scalatori, vuole prendersi la leadership effettiva, visto che il primo è Vingegaard, obiettivamente di gran lunga il più forte scalatore presente in questo Giro.

Tre uomini di classifica all’attacco – Nel gruppo che si forma al comando, oltre Ciccone, ci sono Derek Gee (6° a 7’09”), Michael Storer (7° a 7’14”) e il veterano Damiano Caruso (9° a 8’34”), tutti uomini dentro la top-ten. Con loro lo scalatore Einer Rubio (all’ennesimo disperato tentativo di regalare una vittoria alla Movistar), Sepp Kuss, uomo della maglia rosa, Jan Hirt e un ritrovato Giulio Pellizzari. Il gruppo, ovviamente, non lascia troppo spazio. Giulio Ciccone scalpita, si agita con la grinta che gli si riconosce e conquista punti d’oro per la maglia azzurra che si va a prendere già prima dell’ultima salita.

Scintille tra Ciccone e Rubio sul Falzarego – Falzarego, quarto e penultimo GPM, in vetta volata per i punti, Ciccone pensa di non avere avversari, invece Rubio lo beffa. Ciccone scuote la testa, manifesta il suo disappunto all’avversario e poi per ripicca riparte a tutta in discesa. Un Ciccone comunque particolarmente ispirato che si invola a caccia pure del successo di tappa.

La grinta e il cuore di Ciccone non bastano, vince Kuss! – Ultima salita: Ciccone sente la fatica, ai -4 ha 53″, ai -3 solamente 35″. In momenti diversi, mollano Caruso, Pellizzari, Hirt e Rubio. Invece, chi ne ha più di tutti è Kuss, che si è risparmiato e che dimostra una gran gamba. L’americano recupera metro su metro e ai -2,2 si riporta su Ciccone e lo salta a doppia velocità. Da dietro Gall, Vingegaard e Hindley recuperano terreno. Trionfo di Kuss, quinto successo della Visma Lease a Bike, dopo i quattro acuti di Vingegaard. A 13″ Gee si prende la seconda moneta, terzo Ciccone a 36″, poi Gall e Vingegaard a 39″ che precedono di 4″ Hindley.

Hindley sale sul podio – La ventesima e penultima frazione propone la doppia ascesa di Piancavallo ultime salite prima della conclusione di Roma. In classifica generale, Vingegaard ha 4’03” su Gall, 5’04” su Hindley, 5’33” su Arensman e 6’31” su Gee.

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