Mikel Landa, dopo mille sfortune riesce a coronare un sogno: una vittoria di tappa inseguita da una vita, e finalmente ottenuta proprio nella tappa regina della Vuelta 2026. L’ultima e durissima tappa di montagna ha detto poco altro e, alla fine, Enric Mas ha conservato meritatamente la maglia roja, respingendo gli ultimi e sterili attacchi di Roglic e di Gall.
Tappa clou con 5 colli – La giornata che decide l’81esima edizione della Vuelta a Espana presenta ben cinque colli da scalare, tre di prima categoria e il gran finale categoria Especial sul Collado del Alguacil (16,7 km al 6,7%), ma il tratto più importante è rappresentato dagli ultimi 8 km al 9,8%. Ventesima e penultima tappa, da La Calahorra al Collado del Alguacil (Cima Alberto Fernandez) sono 186,8 km sulla Sierra Nevada. Pronti via e chi attacca? Naturamente Wout Van Aert. Il campione belga si lancia in testa portandosi dietro Ivo Oliveira. Si forma ben presto un gruppetto e poi un altro di una quarantina di unità.
Kuss inizia la scalata alla top-ten e poi alla top-five – Il susseguirsi dei gran premi della montagna porta alla ribalta un ispiratissimo Sepp Kuss che, partito dall’undicesima posizione nella Generale. Il vincitore della Vuelta 2023, piuttosto in ombra in questa edizione, trova la sua giornata migliore. Van Aert si prende il solito T.V., ma porta in dote anche punti nella classifica degli scalatori, dove è secondo dietro Buitrago. Il gran caldo e la durezza del percorso respingono i giovani: Onley e Omrzel cedono il passo. Il gruppo dei big è composto da Mas, Roglic, Gall e Carapaz (i primi quattro della classifica), con l’ecuadoriano che tenta invano di staccare la compagnia.
Landa rientra sui primi e allunga – Davanti, bella rimonta di Mikel Landa, che prima rientra sul gruppo di testa, poi attacca con Tobias Johannessen e Debruyne prima della salita conclusiva. Van Aert, intanto, si sfila per aspettare Kuss e, assieme a Nordhagen, forma un trenino Visma che fa tremare anche Carapaz! Trascinato da WVA, Kuss arriva ad avere ben 5’30” sul gruppo maglia rossa, che lo porta a pochi secondi dal quarto posto di Carapaz. Davvero una grande rimonta. Inizia il Collado del Alguacil con un terzetto in testa formato da Landa, Johannessen e De Bruyne. Ma Landa ha troppa voglia di rivalsa contro la sfortuna che da sempre ne ha limitato una carriera più luminosa. Il basco, mani basse sul manubrio (in stile Pantani), stacca prima Debruyne e poi Johannessen ai -7. Inizia la sua splendida cavalcata solitaria. Van Aert spende le ultime risorse per Kuss, ma poi l’americano, nonostante il valido apporto di Nordhagen, non riesce a completare l’opera, dopo una giornata all’attacco.
Roglic si difende, Gall allunga, Mas controlla – Anche il gruppo dei big approccia la salita finale e Roglic si ritrova Fisher-Black (che faceva parte della fuga), ma è una sterile presenza in testa, poi Mas prende le redini con il fido Castrillo. Praticamente la corsa finisce qui. Roglic, appesantito dall’anagrafe, pensa a difendere il già ottimo secondo posto. Gall prova ad allungare, Mas lo tiene a vista, salvo poi perdere qualche secondo nel finale, che non inficia minimamente la sua scontata vittoria in questa Vuelta.
Trionfo di Landa – Mikel Landa taglia il traguardo esausto ma felice (seconda vittoria alla Vuelta a distanza di 11 anni dal primo acuto), a 47″ Tobias Halland Johannessen, a 1’27” Ramses Debruyne. Nordhagn scorta Kuss chiudendo a 4’35”, poi tra gli altri Walter Calzoni (9°) e Lorenzo Fortunato (10°). Gall taglia la linea d’arrivo a 6’37”, rosicchiando 17″ a Mas, mentre Roglic perde 55″ da Gall. Landa, 37 anni il prossimo 13 dicembre, con due podi al Giro d’Itala e ben 10 top-ten complessive in carriera nei tre GT, non vinceva una corsa da 1.862 giorni (7 agosto 2021, classifica finale Vuelta a Burgos).
Mas ad un passo dalla gloria, Rogla e Gall sul podio, Kuss sale sei posizioni – Ad una tappa dal termine, Enric Mas è vicinissimo dal coronare il sogno di una vita. Roglic secondo a 2’15” e Gall terzo a 2’44”. Carapaz resta quarto a 6’54”, e Kuss si prende una meritatissima top-five a 8’45”; 6° Oscar Onley a 9’28” e 7° il ventenne Jakob Omrzel a 10’38”.