A Cosenza guizzo di Narvaez e Ciccone si veste di rosa

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La prima tappa in Italia del Giro n. 109 premia l’astuzia della UAE Emirates (decimata dai ritiri, ma ugualmente dominante) che lancia prima Jan Christen in versione apripista, e poi Jhonatan Narvaez a finalizzare il tutto con una volata poderosa che non lascia scampo al veloce Orluis Aular e a Giulio Ciccone. L’abruzzese, però, può festeggiare la conquista della maglia rosa. Un traguardo importante nel palmarès del portacolori della Lidl-Trek, dopo aver conquistato anni fa pure la maglia gialla al Tour.

Out Silva e Magnier – Dopo la tre giorni in Bulgaria, nel segno di Paul Magnier (vincitore di ben 2 tappe) e Guillermo Thomas Silva in maglia rosa, il Giro d’Italia entra in Italia con una frazione non banale in terra calabra. Una tappa breve (138 km), da Catanzaro a Cosenza. Un solo GPM e un tracciato che strizza l’occhio alle fughe. Invece, l’ultima parte è caratterizzata da una selezione naturale, che proietta in testa un gruppo di una quarantina di unità: fuori causa la maglia rosa Silva e la maglia ciclamino Magnier, che vanno in difficoltà in salita e non rientrano più. Momento di crisi anche per un pesce grosso come Egan Bernal (vincitore del Giro 2021), recentemente 2° al Tour of the Alps e 5° alla Liegi-Bastogne-Liegi, che confida molto in questa edizione della corsa italiana. Il sudamericano, campione nazionale della Colombia, riesce a recuperare e a rientrare. Davanti, grande protagonista la Movistar, che ha in Enric Mas (esordiente al Giro) l’uomo di classifica e Aular il corridore su cui puntare per un arrivo in volata. La formazione spagnola tira quasi sempre anche per l’assenza nel gruppo di testa di altri velocisti, in posizione di rincalzo i “calabroni” della Visma Lease a Bike di Vingegaard.

Christen protagonista: prima al Red Bull KM e poi in versione finisseur – Ci si avvicina al traguardo volante con abbuono (“Red Bull KM”) con 6″-4″-2″ molto importanti in una classifica cortissima. Prova Vingegaard, ma il danese non ha lo scatto dei momenti migliori e si pianta venendo saltato da Pellizzari e Ciccone, ma è Jan Christen a prevalere sui due italiani, non senza coda polemica di Pellizzari che si lamenta per la condotta non lineare nella traiettoria dell’elvetico. Christen non si accontenta e prova il colpaccio ai -1,7 con uno scatto bruciante. Il 21enne, ultimo talento in casa UAE, cerca di scompaginare i piani di Trek (Ciccone) e Movistar (Aular). Poi, Matteo Sobrero si incarica di tirare per ricucire lo strappo e con grande determinazione riesce a riportare sotto il gruppo.

Aular scalpita, ma è Narvaez a piazzare la botta vincente – Ripreso Christen, parte lungo Aular, ma viene saltato da uno splendido Narvaez che vince quasi per distacco. Terza vittoria in carriera al Giro d’Italia per Narvaez (dopo il successo a Cesenatico nel 2020 e la perla di Torino nella prima tappa del Giro 2024, davanti a sua maestà Tadej Pogacar). Podio inedito in una tappa del Giro: con Equador e Venezuela ai primi due posti.

Il sogno di una vita – Ma è soprattutto il giorno di Ciccone (3° al traguardo) e nuova maglia rosa! Classe 1994, professionista dal 2016, Ciccone nel suo curriculum ha 2 giorni in maglia gialla (Tour 2019), 3 tappe al Giro, la classifica degli scalatori sia al Giro che al Tour, una classica come San Sebastian (’25), oltre a piazzamenti importanti al Lombardia (3° nel ’24) e alla Liegi (2° nel ’25), sempre dietro super Pogacar. L’abruzzese raggiunge il traguardo che sognava sin da bambino: indossare la maglia rosa. Il suo limite è la tenuta sulle tre settimane dei GT, infatti non ha mai concluso un Grande Giro in top ten.

Classifica generale ridisegnata con Ciccone al comando, poi un terzetto a soli 4″: Jan Christen (maglia bianca di miglior giovane), Florian Stork ed Egan Bernal; a 6″ Arensman e Pellizzari. Vingegaard è a 10″ a pari merito con altri diciotto corridori.

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