La prima in rosa di Vingegaard

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Un dominio, netto, assoluto, senza se e senza ma. Jonas Vingegaard si prende anche l’arrivo in salita di Carì, quarto sigillo in questo Giro, il primo griffato di rosa. Affonda Pellizzari, che esce dai quartieri alti della classifica.

Sconfinamento in Svizzera – Dopo la Bulgaria, da cui è partito il Giro d’Italia n. 109, si va in Svizzera per la sedicesima tappa Bellinzona-Carì di soli 113 km. Una frazione brevissima, ma intensa con ben quattro gran premi della montagna, prima dell’ultimo che rappresenta il quarto arrivo in salita di questa edizione.

Ci provano in cinque con Ciccone che tenta ancora – Vingegaard non fa mistero di puntare anche a questa tappa, intanto ci provano in cinque: Giulio Ciccone, Chris Harper, Jhonatan Narvaez, Einer Rubio e il veterano Diego Ulissi. Ciccone prende punti per la classifica degli scalatori, avvicinandosi al trono di Vingegaard, che detiene, oltre il primato nella Generale, anche quello del GPM. Il gruppo lascia fare, ma il vantaggio non sale. Ulissi è il primo a staccarsi. Poi, poco prima dell’ascesa finale, si sfila anche Narvaez, che sta correndo un Giro fantastico (3 tappe e in lotta per la maglia ciclamino).

Il pasticcio Red Bull, il crollo di Pellizzari – La salita conclusiva, che porta ai 1.644 metri di Carì, inizia ai -11,7. Una salita impegnativa al 7,9% (max 13%) che chiama gli scalatori. Dopo le prime pedalate, si pianta Ciccone, poi Rubio e davanti resta il solo Harper. Ma il gruppo, tirato dalla Visma Lease a Bike, ormai mette nel proprio mirino anche l’ultimo dei fuggitivi. In testa, fanno capolino le maglie della Red Bull Bora Hansgrohe, ma non c’è Pellizzari! Hindley & co. si accorgono che manca l’azzurro e si spostano. Pellizzari si è già staccato, letteralmente piantato! Crisi nera per la speranza del ciclismo italiano. Harper viene ripreso ai -9,5. Perde contatto anche la maglia bianca Afonso Oliveira Eulálio, secondo in classifica. Il ritmo della Visma si fa sempre più alto e il trenino giallo composto da Campenaerts, Kuss e Piganzoli, con la maglia rosa in quarta posizione, seleziona il gruppo, che perde vagoni ad ogni tornante. Restano in otto, poi in sei: Piganzoli, Vingegaard, Gall, Bernal, Arensman e Hindley.

Il re pescatore in maglia rosa domina la scena – Ultima trenata di un encomiabile Piganzoli, che si sposta e lascia la scena al suo capitano. Vingegaard vola via ai -6,6. Gall si alza sui pedali, ma dopo una frazione di secondo si siede e vede allontanare la sagoma del danese vestito tutto di rosa. Nuovo monologo, nuovo incontrastato dominio di Vinge, che guadagna secondi su secondi. Alle sue spalle si lotta per i piazzamenti. Si forma un drappello con Hindley, Gall, Thymen Arensman e Derek Gee. Applausi per il dominatore di questo Giro, che firma il suo poker di successi, dopo Blockhaus, Corno alle Scale, Pila ecco arrivare il primo sigillo con la maglia rosa. Tutti gli arrivi in salita, finora, sono marcati Vingegaard. Il primo degli umani è Gall (al quarto secondo posto in altrettanti arrivi in salita) a 1’09”, poi Hindley a 1’11”, Arensman a 1’14”, Gee a 1’18”. Grande Piganzoli, che arriva a ridosso dei primi inseguitori, 6° a 1’34”. Pellizzari, letteralmente svuotato, giunge dopo 18′!

Distacchi pesanti per tutti nella Generale – Vingegaard veste la sua terza maglia rosa con un vantaggio che raggiunge proporzioni imponenti: 2° Gall a 4’03”, 3° Arensman a 4’27”, 4° Hindley a 5’00”, 5° Eulálio a 5’40”, 6° Gee a 7’09”, 7° Storer a 7’14”, 8° Piganzoli a 7’57”, 9° O’Connor a 9’20”, 10° Bernal a 9’44”. Un plauso a Damiano Caruso che, a quasi 39 anni, è 13° a 13’47”.

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