Visconti e il debutto da direttore sportivo in un “bel Giro”

A margine della presentazione del percorso del Giro d’Italia 2027, Giovanni Visconti ha condiviso ai nostri micrifoni le sue impressioni sulla nuova ed emozionante avventura che lo attende. Dalla prossima stagione, infatti, il siciliano si appresta a vivere la corsa rosa con una veste completamente inedita a bordo dell’ammiraglia come direttore sportivo (una prospettiva che lo vedrebbe legato alla Movistar, in attesa di ufficialità). Un debutto da direttore sportivo in un “bel Giro“

Per Visconti si tratta di un cambio di prospettiva radicale e carico di emozione – “Per la prima volta il prossimo anno parteciperò al Giro da direttore sportivo e non da corridore, quindi è stata un’emozione particolare anche per me vivere la presentazione. Devo dire che è davvero un bel Giro, disegnato bene e in modo diverso dagli ultimi anni, più imprevedibile“.

Analizzando il tracciato Visconti e ha sottolineato come la conformazione delle tappe eviti blocchi scontati fin dalla prima settimana: “Secondo me non vedremo un Giro già chiuso dalla prima settimana: non ci sono tre tappe consecutive impegnative, magari c’è una tappa dura per recuperare e una cronometro. È un bel Giro davvero“.

La tappa chiave e l’analisi del percorso – Guardando ai momenti decisivi della competizione, Visconti non ha dubbi su quale frazione lascerà il segno: “Ci sono tante tappe che possono presentare dei trabocchetti, ma se il tempo lo permetterà, credo che la tappa 16, quella con la doppia scalata del Mortirolo e con il Gavia in mezzo, sia la tappa più bella degli ultimi 20 anni del Giro d’Italia. Racchiude un po’ il senso del Giro, le salite dei grandi miti e dei grandi campioni“. Infine, riflettendo sulla conformazione generale del percorso, Visconti ha evidenziato come l’assenza di tapponi alpini consecutivi e la presenza di arrivi in salita strategici favoriranno lo spettacolo e le fughe: “Il fatto che non ci siano tre tapponi consecutivi consentirà molto più spesso di vedere fughe”. Certo, io ero un corridore da quelle tappe lì, adesso dovrò studiare bene e ci metterò il cerchietto per qualche mio corridore, non per me!“.

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