Presentata l’edizione 2027 del Giro d’Italia

Presentata a Roma, presso l’Auditorium della Musica, la centodecima edizione del Giro d’Italia. Partenza da Trieste l’8 maggio con una frazione di 172 km con un percorso insidioso, aperto a ogni pronostico. Arrivo, per la quinta volta consecutiva, la nona in totale, a Roma il 30 maggio. Saranno 3418 i chilometri complessivi.

Sei gli arrivi in salita – Sassotetto alla quinta tappa (139 km), Monte Livata alla nona (180 km), Zum Zeri alla dodicesima (173 km), Piani di Bobbio (Passo San Marco) alla quattordicesima (187 km) “Un arrivo durissimo” ci ha confessato Moreno Moser a margine della pressntazione, Aprica alla sedicesima, con scalata al Gavia (Cima Coppi) e doppio passaggio al Mortirolo (192 km) “Una tappa da impresa” ci ha ribadito Moreno Moser, Madonna di Campiglio alla diciottesima (154 km) e Monte Zoncolan (180 km), sede d’arrivo della ventesima.

Appuntamento per i velocisti – Le ruote veloci avranno almeno quattro opportunità per cogliere successi parziali: nella quarta frazione con l’arrivo all’interno dell’autodromo di Misano Adriatico, nella tredicesima giornata di gara con l’arrivo a Reggio Emilia, nella diciassettesima con arrivo a Vò, e infine sul traguardo finale di Roma.

Due le crono in programma: alla settima tappa con la cronoscalata da Sulmona a Campo di Giove (19 km) e nella quindicesima da Monza a Milano (37 km).

I probabili protagonisti – Quello del 2027 potrebbe essere il primo Giro d’Italia di Paul Seixas. Nelle recenti interviste, il talento francese ha infatti manifestato l’intenzione di essere al via della Corsa Rosa, rinunciando al Tour de France. ​A contrastare Seixas ci potrebbe essere Isaac Del Toro: il messicano tornerebbe al Giro dopo il secondo posto conquistato nel 2025. In casa Italia, invece, la novità potrebbe essere rappresentata da Lorenzo Finn. Con il corridore ligure al via si rinnoverebbe un duello già visto più volte nelle categorie juniores, proprio contro Seixas. ​Occhi puntati, infine, su Giulio Pellizzari e Davide Piganzoli: il primo in cerca di riscatto dopo l’opaca partecipazione del 2026, il secondo a caccia della definitiva consacrazione dopo l’ottimo lavoro svolto a supporto della vittoria di Jonas Vingegaard.

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