Era il 25 agosto 1974, 52 anni fa e Montréal accoglieva il primo Campionato del Mondo di ciclismo fuori dai confini d’Europa. Un nome su tutti campeggiava nei pronostici: Eddy Merckx. Il cannibale si avviava (ma non poteva saperlo) all’ultimo segmento importante della sua favolosa epopea. In primavera, anche per via di problemi fisici, aveva fallito tutte le classiche, salvo poi riprendersi alla grande. Da maggio il ritmo vincente di Eddy era ripreso con il solito, straripante impeto, vincendo Giro d’Italia, Giro di Svizzera e Tour de France! Per la terza volta in carriera aveva firmato la doublé Giro-Tour.
Le delusioni di Gap e Barcellona – Merckx, già due volte iridato, aveva clamorosamente steccato le ultimi due edizioni iridate: nel ’72 a Gap (4°) rimasto impallinato dalla volata al cardiopalmo di Marino Basso, e nel ’73 a Barcellona (ancora 4°), battuto dall’eterno avversario Felice Gimondi, dal giovanissimo talento ribelle Maertens e persino da Luis Ocana, in una volata a quattro!
Circuito durissimo, francesi sugli scudi – Un circuito chiamato di Mont Royal da ripetere 21 volte, snervante e con una salita asfissiante. I francesi subito protagonisti, prima con Campaner, poi ripreso dall’olandese Vianen. Ma l’azione più importante è quella portata avanti da un esuberante Bernard Thévenet. Proprio colui che meno di un anno dopo avrebbe castigato Merckx al Tour, si rese protagonista di una fuga esaltante. La replica di Freddy Maertens (ancora lui…) con il nostro Tino Conti. Ma il 22enne fiammingo si spense sul più bello per problemi intestinali. Anni dopo accusò il clan di Merckx, che gli aveva passato una borraccia “sospetta”. Altrettanto forte fu la replica di Merckx: “ridicolo”. Sta di fatto, che Maertens perse le ruote, prima di Conti, e poi del gruppo inseguitore con un Merckx all’arrembaggio.
Thévenet crolla, Merckx demolisce tutti – Dopo oltre cento chilometri di fuga solitaria, “Nanard” Thevenet è costretto alla resa. Merckx rientra anche grazie al lavoro in precedenza di Van Springel. Ci sono ancora due francesi, il grande Raymond Poulidor e Mariano Martinez. Merckx scatta in continuazione e stronca la resistenza di Martinez (il nonno di Lenny).
Si rinnova la sfida del Tour – La potenza, anzi la super potenza di Merckx e la grinta, la tenacia e la resistenza di Poulidor, che risponde all’ultima rasoiata di Eddy sulla salita di Mont Royal, gli pedala addirittura a fianco quasi a voler dimostrare di essergli pari in quel frangente. Il limousino passa pure in testa al termine della salita e conduce fino all’approccio alla volata, vittima sacrificale del cannibale. E difatti con una progressione impressionante, Merckx domina la volata e lascia il francese a 2”, secondo come a luglio al Tour de France. Ma per il 38enne Pou-Pou è comunque una grande prova. Bronzo per Martinez a 37”, poi un ottimo Giacinto Santambrogio a 39”; 5° un esausto Thévenet a 2’10”, 7° Francesco Moser, 10° Giovanni Battaglin. Solo 18 all’arrivo.
Il cannibale fa tris – È ancora lui il più forte di tutti, ancora una volta in cima al mondo, per la terza volta come Alfredo Binda e Rik Van Steenbergen. Un tris storico, mai riuscito prima a nessuno: Giro-Tour.Mondiale nello stesso anno (senza dimenticare il Tour de Suisse), eguagliato anni dopo solo da Stephen Roche (1987) e da Tadej Pogacar (2024).






