Provaci ancora Marco: il coraggio di Frigo alla Amstel

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L’edizione 2026 della Amstel Gold Race parla belga e danese nel risultato finale, ma porta una firma tricolore d’autore: quella di Marco Frigo. ​Il portacolori NSN non si è limitato a partecipare; ha interpretato la “corsa della birra” da protagonista assoluto, alla sua prima partecipazione.

​La gara di Frigo è iniziata presto, molto presto. Inseritosi nella fuga della prima ora, il veneto ha gestito le energie con la saggezza di un veterano tra i muri e le curve strette del Limburgo. Mentre il gruppo principale andava in frantumi sotto i colpi dei favoriti, Frigo non ha alzato bandiera bianca. Al contrario, quando i “big” sono rinvenuti sui battistrada, Marco ha trovato la forza di aggrapparsi alle ruote dei migliori, dimostrando una condizione atletica ottima e una tenuta mentale invidiabile.

​Il duello stellare e l’orgoglio azzurro – Davanti, la scena è stata dominata dal duetto composto da Remco Evenepoel e Mattias Skjelmose. I due hanno fatto il vuoto nel finale, involandosi verso un traguardo che ha visto il belga trionfare in uno sprint a due di altissimo livello. Ma è subito dietro che si è consumata la battaglia per il terzo gradino del podio. Frigo è rimasto nel cuore della corsa, chiudendo nel gruppetto di otto inseguitori che si è giocato i piazzamenti. Nella volata dei battuti, il decimo posto finale è un risultato che brilla di luce propria. “Sapevo di stare bene, ma restare lì davanti quando la corsa è esplosa è stata una questione di testa. Questo piazzamento mi dà fiducia per le prossime Classiche.”

I numeri della prestazione – ​Il piazzamento di Frigo assume maggiore valenza anche in considerazione del fatto che un italiano non chiudeva la gara olandese tra i primi dieci dal sesto posto di Andrea Bagioli nel 2023.

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