La Rosa sempre più sbiadita

“Siamo nati col ciclismo, lo amiamo e lo tuteliamo”. Sul palco dell’Auditorium di Roma, le parole del direttore della Gazzetta dello Sport, Stefano Barigelli, risuonano solenni. Un peccato che a smentirle ci pensi l’edicola del mattino dopo: la presentazione della Corsa Rosa sparisce dalle prime pagine di tutti i quotidiani sportivi italiani. La Gazzetta, giornale organizzatore, preferisce sbandierare il solito tran-tran calcistico piuttosto che celebrare la propria creatura si limita a un trafiletto dal titolo beffardo “Pista! C’è il Giro” e quattro pagine dedicate, a fine di tutto: dalla 44 alla 47!

In TV la solita umiliazione: servizi stanchi a fine di ogni notiziario sportivo. L’incoerenza è clamorosa. In un’era in cui il ciclismo regala uno spettacolo globale e senza filtri, la stampa italiana dimostra una pigrizia culturale disarmante, schiava di un calciocentrismo tossico e del click facile. La verità è amara: le dichiarazioni d’amore valgono solo per il microfono.

Se l’evento in sala non è scivolato nel soporifero lo si deve quasi interamente all’ottima conduzione di Pierluigi Pardo e Cristina Fantoni. Pur non essendo due cultori viscerali del pedale, con la loro brio, lo smalto e il carisma sul palco sono riusciti a tenere alto il ritmo e rendere la giornata viva e interessante. Ad arricchire la presentazione ci hanno pensato poi gli interventi di Moreno Moser e Giacomo Nizzolo, bravissimi nel dare profondità tecnica rispettivamente alle tappe di montagna e a quelle per i velocisti.

Il ciclismo italiano merita di uscire dall’angolo – Per risollevare un movimento agonizzante serve una scossa su più fronti: investire sui vivai e sui giovani talenti per tornare a sfornare campioni da prima pagina, svecchiare la narrazione mediatica con linguaggi moderni che sappiano parlare alle nuove generazioni e ripensare la comunicazione istituzionale degli eventi rendendoli veri e propri spettacoli e non polverose passerelle.

Una nuova linfa può arrivare dall’esperienza sul campo di Luca Guercilena (nella foto in alto) – Il neo direttore generale dell’area ciclismo di RCS Sport è arrivato dal World Tour con un bagaglio di esperienza internazionale, a lui spetta il compito di innovare il brand, rendere i percorsi sempre più spettacolari e costringere chi di dovere a guardare oltre i confini del proprio orticello. La Maglia Rosa ha bisogno di tornare a splendere. E il cambiamento, per primo, deve partire da chi la racconta.

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