Sul Blockhaus il primo timbro di Vingegaard

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Il Blockhaus, primo arrivo in salita del Giro 2026, chiama i favoriti e chiama soprattutto Jonas Vingegaard, l’uomo più atteso. E lui risponde subito alla sua maniera, vincendo con la consueta personalità e classe dando il primo vero scossone alla classifica.

Fuga e Sevilla c’è sempre – Settima tappa, da Formia al Blockhaus (244 km), primo arrivo in quota e tappa più lunga del Giro n. 109. Dal Lazio all’Abruzzo con attacco di Jardi Christiaan Van Der Lee, Nickolas Zukowsky, Tim Naberman, Jonathan Milan (a caccia di punti per la maglia ciclamino nel T.V.) e l’immancabile Diego Pablo Sevilla in maglia azzurra. Vinto il traguardo volante, Milan si sfila. Gli altri quattro proseguono fino ai piedi dell’ultima salita.

La Visma accelera – Ecco il Blockhaus, salita dura (13,6 km all’8,4% e max al 14%). Il forcing della Visma Lease a Bike si fa più asfissiante dai -8. Piganzoli, Kuss e Vingegaard, le tre maglie gialle mettono in croce tanti corridori. Si staccano Jan Christen, Enric Mas (che riponeva tante speranze su questo Giro), Egan Bernal (niente da fare per il colombiano) e pure Derek Gee. Zukowsky e Van der Lee, reduci della fuga, resistono fino ai -6,5. Inizia la corsa per il successo di tappa.

Affondo di Vingegaard! Pellizari c’è – Si sfila Piganzoli (-6,3), Sepp Kuss ultimo apripista dei “calabroni”. A ruota di Vingegaard, il duo Red Bull formato da Hindley e Pellizzari. La maglia rosa si stacca ai -5,7 e subito dopo primo affondo di Vingegaard (-5,5). Solo Pellizzari e Felix Gall restano in scia, ma poco dopo si stacca Gall (-5,3).

Monologo Vingegaard, ma Gall tiene benissimo – Vola Vingegaard! Il danese se ne va definitivamente (-4,4) staccando Pellizzari, che strenuamente aveva resistito al terribile forcing del vincitore del Tour 2022 e ’23. Gall riprende e supera Pellizzari che, nel rimanere a ruota di Vingo, ha preteso troppo vittima della sua esuberanza. Gli ultimi chilometri confermano la superiorità di Vingegaard e, nel contempo, l’ottima tenuta di Gall, che addirittura riesce pure a recuperare qualche secondo al danese chiudendo a soli 13″ dal vincitore. A 1’02” Jai Hindley chiude il podio di giornata prendendo pure 4″ di abbuono, quasi a voler sancire la sua leadership in seno alla Red Bull sull’emergente Pellizzari che arriva subito dopo a 1’05” con Ben O’Connor. Si difende Ciccone, 7° a 1’40”, meglio del suo capitano per la classifica Gee che arriva a 1’42”. Bravo Eulalio che perde 2’55” e conserva la maglia rosa.

Classifica ridisegnata: Vingegaard sale al secondo posto – Afonso Eulalio leader, poi Vingegaard a 3’17”, Gall a 3’34”, Hindley a 4’25”, Pellizzari a 4’28” e O’Connor a 4’32”. Vingegaard si prende la maglia azzurra degli scalatori, sfilandola per un punto a Sevilla (61 contro 60).

Settimo sigillo stagionale per Vingegaard – Al suo primo Giro, al settimo giorno di corsa, Vingegaard completa il cerchio colmando l’ultima lacuna nei successi di tappa dei GT: dopo 4 tappe al Tour de France e 5 alla Vuelta a Espana, ecco arrivare la prima vittoria nella corsa rosa. Il danese è il 115esimo ciclista a conquistare almeno una vittoria di tappa in tutti e tre le grandi gare a tappe.

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