Quarto bronzo mondiale per Longo Borghini

Dopo Limburgo 2012, Imola 2020 e Zurigo 2024, Elisa Longo Borghini cala il poker di bronzi iridati: a Montreal la piemontese conquista la sua quarta medaglia Mondiale, confermandosi certezza assoluta e combattente nata. Davanti all’azzurra sul podio si piazzano soltanto una straripante Demi Vollering, che si prende d’autorità la maglia arcobaleno, e Kasia Niewiadoma, argento al termine di un finale da infarto. Quarto posto per Marlen Reusser, a suggellare un ordine d’arrivo di qualità regale.

​Il finale è una bolgia di emozioni. A poco meno di quaranta chilometri dal traguardo, la Vollering scaglia l’attacco che sembra la mazzata definitiva. Sembra finita, ma dietro un drappello di otto inseguitrici rifiuta di alzare bandiera bianca e tiene la battistrada a tiro. Il gruppo s’incendia sotto i fendenti di Longo Borghini e Niewiadoma: l’italiana e la polacca riescono a ricucire lo strappo sulla fuggitiva. Diventano in tre al comando, mentre dietro la Reusser innesta le marce alte e, con una progressione da motore diesel, prova a riaprire i giochi.

Longo Borghini non ci sta a fare da spettatrice e tenta il colpo a sorpresa: accelerazione secca a quattordici chilometri dall’arrivo. L’azzurra mette la freccia e scava un piccolo solco su Niewiadoma e Vollering, ma la sua sparata si esaurisce nel giro di un paio di chilometri. Le due rivali non perdono la testa, rientrano e tirano dritto senza pietà, staccando l’italiana. Ai meno dieci dal termine il tandem polacco-olandese viaggia spedita, ma deve fare i conti con l’orgoglio di una Longo Borghini mai doma, che resta lì a vista d’occhio.

La resa dei conti – Niewiadoma lancia la volata da lontano, ma la Vollering ha ancora energie da spendere, la affianca, la scavalca e va a prendersi la prima maglia iridata della carriera. Per l’olandese è la consacrazione definitiva, con uno storico triplete Giro-Tour-Mondiale nello stesso anno. La Niewiadoma, prosciugata e morsa dai crampi, si deve accontentare dell’argento. Terza un’infinita Longo Borghini, a una manciata di secondi dal duetto di testa, mentre la Reusser esaurisce l’inseguimento a un soffio dal podio.

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