Van der Poel rientra e vince all’Omloop

Vittoria annunciata di Mathieu Van der Poel nella 81esima edizione dell’Omloop Het Nieuwsblad. Dopo l’ottavo titolo mondiale (record), al culmine di una stagione dominante nel ciclocross (tutte vittorie), il fuoriclasse neerlandese fa il suo esordio su strada e va subito a segno con una disarmante prova di forza.

Scatta la stagione delle classiche del Nord – Con la tradizionale classica fiamminga, da Ghent a Ninove (207,2 km), prende corpo la lunga serie di corse del pavé e dei muri. Van der Poel è il grande favorito, dopo il forfait di Wout Van Aert, febbricitante. La giornata è quella tipica a queste latitudini: freddo e pioggia. La fuga di giornata proietta un manipolo di audaci, ridotto a quattro unità prima del gran finale.

Asgreen prova ad evadere – A 57 km dal termine, sul Wolvenberg, allunga Kasper Asgreen (vincitore di un Giro delle Fiandre). L’atleta della EF si lancia all’inseguimento di Krijnsen, Renard, Brunel e Van Hemelen, i quattro reduci della fuga di giornata, ma non riesce nel suo intento e viene ripreso ai -51. Nel gruppo, intanto, non fanno momentaneamente parte due pesci grossi: Jasper Philipsen e Paul Magnier. Il distacco dai fuggitivi si riduce a 1′ a 50 km dalla meta.

La svolta sul Molenberg: Vermeersch accende la miccia, VdP c’è – Sul muro di Molenberg forza il ritmo Florian Vermeersch, Van der Poel evita, da perfetto equilibrista, Rick Pluimers, che gli cade davanti, e scatta a sua volta per acciuffare Vermeersch. Proprio al termine dello strappo, VDP è a ruota del corridore della UAE. Sui due si riporta, non senza fatica, Tim Van Dijke. I battistrada sono ormai nel mirino e, sotto la spinta di Van der Poel, vengono riassorbiti ai -42.

Il gruppo perde terreno – I sette uomini portano il vantaggio a 55″ a 39 km dall’arrivo. Mancano ancora i muri storici del Giro delle Fiandre. Leberg, Berendries e Tenbosse danno l’impressione che Van der Poel sia sul punto di esplodere. L’unico a dare cambi è un generoso Florian Vermeersch, campione del mondo in carica di gravel.

Il Grammont nuova perla di VdP – Ed eccolo, il Muro di Grammont, la salita più iconica delle Fiandre, per tanti anni giudice inappellabile della Ronde van Vlaanderen. Sono 900 metri all’8,2% (max 19,8%) che strizzano l’occhio al gigante olandese e lui non si fa pregare. I primi a mollare sono i tre ex fuggitivi, poi anche Vermeersch e Van Dijke devono arrendersi alla manifesta superiorità di Van der Poel, che pedala sui ciotoli bagnati del Muro in assoluta solitudine. Mathieu passa in cima con 18″ sui primi inseguitori e si tuffa in discesa. Supera di slancio anche il Bosberg, ultimo muro in programma, e si lancia verso un nuovo successo. Alla prima partecipazione (a 31 anni) il figlio e nipote d’arte colma una piccola lacuna nella sua straordinaria collezione di classiche.

Van Dijke e Vermeersch per il podio – A 22″ Van Dijke ha la meglio sul più generoso Vermeersch per completare il podio di giornata. A 53″ Christophe Laporte, a 54″ Aimé De Gendt. Iil gruppo – composto da una quindicina di atleti – ha tagliato il traguardo col ritardo di 57″, regolato da Tobias Andresen. Primo degli italiani Matteo Trentin, quindicesimo.

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Nella prova femminile successo di Demi Vollering. La campionessa europea ha battuto in volata la compagna di fuga Kasia Niewiadoma. Il primo gruppo inseguitore è giunto al traguardo col ritardi di 21″ regolato da Lorena Wiebes. Prima delle italiane Letizia Paternoster, decima.

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