Wout van Aert conquista la Parigi-Roubaix, battendo in uno sprint a due Tadej Pogacar. L’Inferno del Nord si conferma la Monumento più affascinante e spietata. Attacchi, cadute, incidenti meccanici: succede di tutto. A farne le spese, soprattutto, Mathieu van der Poel. L’olandese si deve accontentare della quarta piazza. Terzo Jasper Stuyven.
Perfetto – Una condotta di gara impeccabile quella di Van Aert. Il belga ha risposto colpo su colpo a ogni attacco e anche quando era solitario al comando assieme a Pogacar ha saputo contenere le accelerazioni dello sloveno. Van Aert è stato forte, fortissimo, ma anche fortunato, non imcappando in nessun incidente meccanico. La fortuna, però, aiuta gli audaci e Van Aert la sua seconda Classica Monumento dopo la Milano Sanremo del 2020 se l’è strameritata, dimostrando sul traguardo lucidità nel dedicare il successo a Michael Goolaerts, suo compagno di squadra, quando perse la vita propria alla Roubaix del 2018. Giù il cappello di fronte all’atleta e all’uomo Van Aert.
Pogacar fallisce l’obiettivo di conquistare la sua terza Classica Monumento in stagione. Il campione del mondo le ha provate tutte, ma contro un Van Aert in formato extraterrestre non c’è stato nulla da fare. L’obiettivo per centrare tutte le cinque Monumento è solo rimandato.
Van der Poel – Una foratura, proprio nel punto cruciale della gara, dopo pochi metri dall’inizio della Foresta di Arenberg, sembra mettere fuori gioco il campione in carica. Perde quasi due minuti e il morale è sotto i tacchi, ma il fuoriclasse olandese sfodera il solo temperamento e chilometro dopo chilometro si riporta sul vivo della corsa, agganciando il gruppo inseguitore dei due di testa. Van der Poel arriva a pochi secondi da Pogacar e Van Aert, ma l’aggancio non c’è. Fuori dal podio come era avvenuto solo nel 2022 (nono).
Le speranze italiane erano riposte su Filippo Ganna – Il piemontese vincitore dell’Attraverso le Fiandre aveva saltato il Giro delle Fiandre per riservare energie per la Roubaix, ma questo non è servito a fargli affrontare una gara di testa. Qualche incidente meccanico hanno frenato la corsa del piemontese, ma queste non devono essere una scusante per una prestazione sottotono. Il 26esimo posto finale è al di sotto delle attese. Rimandato!