Sull’Alpe d’Huez l’uragano Pogacar!

Gli aggettivi sono ormai esuriti da tempo, ma la vorace voglia di vincere di Tadej Pogacar no! Ancora un’impresa, ancora una cavalcata straordinaria della maglia gialla su una delle salite più iconiche della Grande Boucle: L’Alpe d’Huez. Pogacar ha staccato gli uomini di classifica ed è andato a riprendere tutti i fuggitivi per poi giungere solitario sul traguardo che è stato di Fausto Coppi e Marco Pantani. Pogacar ha cancellato pure il record di scalata di Marco Pantani (36’50”), che resisteva dal lontano 1995. Per lo sloveno 35’27”!

Il sogno di Carsapaz, L.Martinez e Kuss svanisce sull’Alpe d’Huez – La Gap-Alpe d’Huez (127,9 km) non aspetta altro che un nuovo saggio di gran classe del Fenomeno dei Balcani, il dittatore del ciclismo contemporaneo, che non ha mai vinto su questa leggendaria salita. La cronaca recita la solita “fugona” formata da 41 (!) corridori, che man mano che le difficoltà si succedono va a sbriciolarsi. Ma tutto si risolve, come in una storia già narrata, sulla salita su cui si sono scritte pagine epiche di storia ciclistica sin dal primo approdo (1952) con la vittoria di Fausto Coppi. Inizia l’Alpe d’Huez e davanti rimangono in tre: Richard Carapaz, l’eroe della tappa di ieri, Sepp Kuss (orfano da domenica del suo capitano Vingegaard) e l’enfant du pays Lenny Martinez. Il gruppo degli uomini di classifica è a 3’15”. Un chilometro circa dall’inizio della salita, ancora 12,5 al traguardo, un’inifinità, e Pogacar decide di lasciare la compagnia e di iniziare una personale cronoscalata…

Pogi scatenato, riprende tutti e si prende un’altra gemma – Carapaz (nonostante la fatica di ieri) è il più attivo e cerca in tutti i modi di isolarsi al comando, ma Lenny Martinez resiste a ruota. E anche Kuss, in progressione si fa sotto. Carapaz prova, uno, due, tre volte. Niente da fare. Intanto, la maglia gialla recupera metri su metri, secondi su secondi. Per un breve tratto, usufruisce anche dell’appoggio di Adam Yates, che faceva parte della fuga. L’incedere agile e potente dello sloveno è semplicemente mostruoso. A 1.700 metri dal termine piomba su Carapaz e Martinez (Kuss aveva perso contatto). La pendenza non è proibitiva, ma subito dopo lo striscione dell’ultimo km, una nuova progressione del campione del mondo mette definitivamente alle corde il generoso Carapaz e l’astuto Martinez. Apoteosi di Pogi, sempre più padrone assoluto del Tour (quinta vittoria in questo Tour, tutte per distacco!).

Crollo di Ayuso – Martinez si consola con la seconda piazza a 6″ dal marziano, terzo Carapaz a 9″, quindi Kuss a 1’14”, Tobias Johannessen a 2’07”, tutti facenti parte della fuga. Evenepoel, lui, chiude al sesto posto a 2’29”, precedendo di pochi secondi gli altri big della Generale; crolla Ayuso.

Pogacar di un altro pianeta: Evenepoel scivola ad oltre 7′! – Classifica completamente nel segno di Tadej Pogacar. Il primo dei terresti è Remco Evenepoel a 7’11”, 3° Del Toro (sempre maglia bianca) a 9’42”, 4° Paul Seixas a 10’06”, 5° Lenny Martinez a 13’00”

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