Lars Van der Haar saluta il fango a Bruxelles

Ci sono atleti che si misurano con i trofei in bacheca e altri che si misurano con il vuoto che lasciano quando se ne vanno. Sul traguardo dell’ultima prova del X2O Trofee di Bruxelles, il ciclocross ha perso un pezzo della sua anima. Lars Van der Haar, il “Terrier” di Amersfoort, ha tagliato l’ultimo traguardo della sua carriera, mettendo fine a un’epopea iniziata quasi venticinque anni fa tra i prati della sua infanzia.

​Una carriera contro i giganti – Classe 1991, LVDH è stato l’anello di congiunzione tra l’epoca d’oro di Sven Nys e l’era dei “fenomeni” Mathieu Van der Poel e Wout Van Aert. In un mondo di giganti, lui, con la sua statura minuta, ma un carattere d’acciaio, non si è mai fatto intimorire. Il suo palmarès parla chiaro: 2 Titoli europei (2015 e 2021); ​1 Coppa del Mondo generale; 4 Titoli nazionali olandesi;

​Il coraggio di dire basta – Van der Haar aveva annunciato il ritiro lo scorso ottobre, spiegando con disarmante onestà che la fatica mentale di spingersi al limite ogni giorno stava superando la gioia della competizione. “Il ciclocross è stato la mia vita, mi ha dato una famiglia e una carriera incredibile, ma è giusto fermarsi quando senti di aver dato tutto“, aveva dichiarato. A 34 anni, Van der Haar lascia lo sport da atleta ancora competitivo, un lusso che pochi campioni possono permettersi. Se ne va un corridore che ha insegnato a tutti che nel fango non contano solo i watt, ma la tecnica, la furbizia e, soprattutto, la perseveranza. ​Grazie di tutto, Lars. Il fango non sarà più lo stesso senza i tuoi scatti.

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