l mondo del ciclismo italiano è scosso da una notizia che colpisce al cuore il settore giovanile. Danilo Napolitano, ex velocista professionista e vincitore di una tappa al Giro d’Italia 2007, è stato sospeso in via cautelare dal Tribunale Nazionale Antidoping (TNA). L’accusa è gravissima: aver somministrato sostanze dopanti ad atleti minorenni della SALUS Ciclistica Seregno, prestigioso club di sviluppo nel cuore della Lombardia.
Il provvedimento del TNA – Nella sentenza emessa mercoledì 9 aprile, il TNA ha accolto le richieste della Procura Nazionale Antidoping, sospendendo non solo Napolitano, ma anche il presidente del club, Marco Moretto.
Le Violazioni – Rischio squalifica a vita. Secondo quanto riportato dal verdetto, Napolitano è accusato di aver violato gli articoli 2.6 e 2.8 del Codice WADA (Agenzia Mondiale Antidoping): Articolo 2.6: Possesso di sostanze proibite. Articolo 2.8: Somministrazione o tentata somministrazione di sostanze proibite a un atleta.
La norma – Mentre le violazioni standard prevedono lo stop da quattro anni alla radiazione, il Codice WADA è categorico quando sono coinvolti minori. In questi casi, la sanzione prevista è l’inibizione a vita, senza margini di discrezionalità.
Il Club si difende – “Siamo parte lesa“. La SALUS ha preso immediatamente le distanze da Napolitano. L’avvocato del club, Pietro Giovanardi, ha dichiarato che i documenti d’indagine dimostrerebbero la totale estraneità del presidente Moretto ai fatti contestati. I nomi dei giovani ciclisti coinvolti, anch’essi sospesi provvisoriamente, non sono stati resi noti per tutelarne la privacy data la minore età.
Le azioni legali – Il club ha confermato di aver già avviato un’azione legale contro Napolitano nelle sedi competenti. La difesa punta a dimostrare che le pratiche illecite siano state un’iniziativa isolata dell’ex ciclista, all’insaputa della dirigenza. Per quanto riguarda il presidente Moretto, l’accusa è di complicità (Art. 2.9), che prevede sanzioni dai due anni fino alla radiazione, a seconda della gravità del coinvolgimento che verrà accertato durante il processo.