Ciccone a caccia di Bahamontes ed Herrera

Giulio Ciccone è uno dei protagonisti più attesi della Vuelta a Espana n. 80 che scatta oggi dal Piemonte. Il classe 1995, galvanizzato dai recenti successi nella Clasica San Sebastian e in una tappa della Vuelta a Burgos, insegue un traguardo importante: vincere la classifica del Gran Premio della Montagna e completare il cerchio nei GT, dopo aver vinto la maglia a pois al Tour (2023) e la maglia azzurra al Giro (2019). Ciccone avrebbe un altro obiettivo, visto che sta attraversando il segmento migliore della sua carriera grazie anche ai podi del Lombardia 2024 (3°) e della Liegi 2025 (2°), dietro super Pogacar: riuscire a centrare la sua prima top-ten in un GT. Certo, i precedenti gli sono totalmente contro, perché nei 16 (sedici!) GT disputati precedentemente, non è mai riuscito ad arrivare nei primi 10. Per un verso o per un altro gli è sempre mancata la continuità per fare classifica nelle tre settimane. Risulta, quindi, più verosimile centrare l’obiettivo di re degli scalatori (in Spagna la maglia è bianca con i pois blu), soprattutto perché sarebbe il primo italiano a riuscire in un simile risultato, il primo atleta nel XXI secolo e il terzo in assoluto nella storia dei Grandi Giri. Ma vediamo chi sono gli unici due grandi scalatori ad aver conquistato il GPM in tutte e tre le grandi corse a tappe.

L’Aquila di Toledo – Il primo a centrare la “tripletta” è stato Federico Martin Bahamontes, il grande arrampicatore spagnolo degli anni Cinquanta e Sessanta, grande rivale di Charly Gaul. Bahamontes vinse per ben 6 volte la classifica degli scalatori al Tour de France (1954-58-59-62-63-64), 2 alla Vuelta a Espana (1957-58) e 1 al Giro d’Italia (1956).

Herrera imita Bahamontes – Il secondo e, finora ultimo, a centrare il tris è stato Luis “Lucho” Herrera, scalatore proveniente dalla lontana Colombia che vinse il Gran Premio della Montagna al Tour nel 1985 e ’87, alla Vuelta nel 1987 e ’91, e al Giro nel 1989.

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