Con il terzo posto nella 17esima tappa, Damiano Caruso diventa il corridore più anziano a salire sul podio di una tappa del Giro d’Italia dai tempi di Gino Bartali, che ci riuscì per l’ultima volta nel 1954, alla soglia dei quarat’anni.
Giornata dura – “Me l’ero promesso e ci tenevo. Ci tenevo ad avere ancora questa sensazione di bagarre” – dichiara il siciliano dopo aver tagliato il traguardo di Andalo – Alla fine è stata una bella giornata. Una bella giornata dura, durissima, perché la tappa era lunga e con tanto dislivello“.
Soddisfazione – La tappa è stavolta da Valgren, ma l’analisi di Caruso è lucida e priva di recriminazioni: “Nel finale ha vinto il ragazzo che ne aveva di più, ha indovinato il momento giusto. Per quanto mi riguarda sono pienamente soddisfatto e anche orgoglioso di questa prestazione“.
Obiettivo vittoria di tappa – Quando gli viene fatto notare che l’azione odierna gli ha permesso di rosicchiare qualcosa in classifica generale, Caruso taglia corto, confermando che i suoi piani per questo Giro sono ben diversi: “No, non era quello l’obiettivo di giornata. Ho guadagnato sì, ma per me l’importante era provare a vincere la tappa, e ci ho provato. Se rimarrà ancora qualche energia, ci riproverò in questa settimana“.
Nessun rimpianto – Per Damiano si tratta di una conferma importante sul piano fisico e mentale: “Nessuna recriminazione per il finale, semplicemente le energie erano rimaste al lumicino. Quindi, quello che avevo, l’ho dato“.
La strada verso la fine del Giro è ancora lunga e c’è da scommettere che Caruso cercherà un altro colpo prima della passerella finale.