Il mondo dello sport è fatto di sfide, ma alcune sono più audaci di altre. Emilien Jacquelin – leggenda del biathlon francese con quattro medaglie olimpiche in bacheca – ha deciso di appendere sci e carabina al chiodo, almeno per ora, per inseguire un sogno d’infanzia: il ciclismo su strada.
Legame spirituale – A 30 anni, Jacquelin ha firmato con la squadra di sviluppo della Decathlon, segnando un passaggio epocale. Non è solo una questione di fiato e gambe; per il transalpino si tratta di una passione viscerale. Durante i Giochi di Milano Cortina 2026, lo abbiamo visto gareggiare con un orecchino di Marco Pantani, un talismano regalatogli proprio dalla famiglia del “Pirata”, a testimonianza di un legame spirituale con le due ruote che va oltre la semplice preparazione atletica.
Una strada già tracciata – Jacquelin non è il primo a tentare questa transizione. Il connubio tra neve e asfalto ha radici solide: Primož Roglic è l’esempio più celebre, passato dal salto con gli sci a dominare i Grandi Giri. Florian Lipowitz – terzo nell’ultimo Tour de France – ha mosso i suoi primi passi agonistici proprio come biatleta.
Il richiamo della strada – ”È il sogno di un bambino che si realizza“, ha dichiarato Jacquelin. La sua storia ci ricorda che, a volte, non è l’atleta a scegliere lo sport, ma è la strada a chiamare l’atleta. Con la stessa precisione dimostrata al poligono e la grinta delle piste innevate, Émilien si prepara ora a scrivere un nuovo capitolo tra tornanti e volate.