Aci Sant’Antonio – Era il 21 maggio 1976. Si correva la prima tappa, divisa in due semitappe, del 59° Giro d’Italia. La prima semitappa, di appena 64 km, con partenza e arrivo a Catania, prevedeva un giro attorno ai paesi etnei. Quel giorno, purtroppo, scendendo a tutta velocità da Aci Sant’Antonio, all’uscita da una curva a destra in via Nuova il corridore della Kas (marchio e squadra spagnola gloriosa dell’epoca) Juan Manuel Santisteban andò a schiantarsi contro il guardrail. Il corridore rimase sul selciato esanime in una pozza di sangue. Trasportato all’ospedale di Acireale, non ci fu niente da fare. La carriera e l’esistenza del 31enne Santisteban si fermarono lungo quella terrazza dell’Etna che traguarda sullo splendido mare sottostante. Nel centro storico di Catania a vincere fu Patrick Sercu, un signor velocista e, forse, il più grande pistard della storia (record di 88 Sei Giorni vinte), che vestì la prima maglia rosa. Ma tutti piansero la perdita di un compagno d’avventura, che non doveva neppure disputare quel Giro e che venne richiamato all’ultimo momento per sostituire un compagno di squadra. Quel Giro lo vinse Felice Gimondi. Fu il terzo trionfo del grande campione bergamasco e fu anche l’ultima recita di Eddy Merckx, ormai sul viale del tramonto.
I tre giorni – E Aci Sant’Antonio ha voluto ricordare in maniera importante lo sfortunato Santisteban con una tre giorni dedicata al ciclismo e alla memoria, ma non solo : il 21 maggio giornata della memoria con deposizione di fiori presso il monumento dedicato al ciclista, interventi istituzionali e testimonianze con la presenza delle scuole. Il 22 maggio spazio alla tavola rotonda “La storia del Giro d’Italia in Sicilia” presso Palazzo Cantarella. Moderatore l’infaticabile Nunzio Currenti, presidente dell’USSI (Unione Stampa Sportiva Italiana) Catania. Sono intervenuti: Quintino Rocca, (sindaco di Aci Sant’Antonio), Enzo Falzone (presidente CONI Sicilia), Gaetano Rizzo (presidente USSI Sicilia), Adolfo Scandurra (presidente Federciclismo Catania), Benedetto Patellaro (ex professionista palermitano, vincitore di 1 tappa al Giro) e Paolo Tiralongo (ex professionsita di Avola, a segno in 3 tappe al Giro). Una serata all’insegna della valorizzazione del ciclismo in Sicilia, della sicurezza sulle strade, della storia del Giro in Sicilia. Ma da qui si riparte per nuovi obiettivi: primi fra tutti le proposte di intitolare una via a Messina al grande Giovannino Corrieri (leggendario gregario di Gino Bartali, ma pure campione come dimostrano ben 7 tappe vinte al Giro e 3 al Tour de France) e una a Catania a Mario Fazio, unico siciliano e per giunta catanese, a vincere una tappa al Giro in Sicilia (era la prima tappa del Giro d’Italia del 1949, Palermo-Catania e, ovviamente, vestì pure la maglia rosa) proprio il 21 maggio (la stessa data in cui perì Santisteban 27 anni dopo). Il 23 maggio, infine è stata inaugurata sulla circonvallazione di Aci Sant’Antonio la pista ciclabile con l’evento “Bicincittà”.