| Ma il World Tour onora il Giro d’Italia? |
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| Scritto da Carlo Gugliotta |
| Mercoledì 11 Gennaio 2012 11:43 |
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Il ragionamento è giusto ed è valido non solo per la sua formazione ma per tutte le squadre Professional. La Androni ha sempre onorato il Giro d’Italia, così come negli anni lo ha onorato la Farnese di Luca Scinto animando la corsa con fughe da lontano, con la bellissima vittoria di Oscar Gatto dello scorso anno e con il contestato secondo posto di Giovanni Visconti. Allo stesso modo la Colnago ha sempre avuto un posto nel cuore dei tifosi presenti sulle strade, perchè anche le loro azioni d’attacco e la presenza di uomini interessanti come Stefano Pirazzi e Sacha Modolo possono rendere imprevedibile qualsiasi tappa. Non ultima è proprio la grande esclusa di ieri, l’Acqua & Sapone: la maglia verde conquistata l’anno scorso dal “vecchio” Stefano Garzelli è indice di come la formazione abruzzese sia sempre sulla breccia, senza calcolare che l’esplosione di Carlos Betancourt e la voglia di rivincita di Danilo Napolitano, che ha forse raccolto molto meno di quanto ha seminato negli anni, avrebbero potuto aggiungere molto pepe alla corsa rosa. Di certo queste quattro squadre che ho elencato, tutti team Professional italiani e quindi non appartenenti al circuito World Tour, che viene definito la “Champions League” del ciclismo mondiale, hanno onorato la corsa molto di più di certi team della massima serie. Vittorie di tappa a parte, quante squadre World Tour negli ultimi anni hanno onorato la corsa rosa? E’ inutile nasconderlo: fatta eccezione per la Lampre e per la Liquigas, formazioni italiane che vedono quindi il Giro come uno degli appuntamenti più importanti, le altre squadre World Tour vengono sempre in Italia con le loro seconde linee, e anche quest’anno sarà così, in quanto tutti i grandi nomi del ciclismo punteranno tutto sul Tour de France: i due fratelli Schleck, per esempio, non parteciperanno alla corsa rosa, Cadel Evans vorrà bissare il successo francese dello scorso anno, Contador ha già da tempo dichiarato che vuole tornare a vincere il Tour anche se ama il Giro, gli uomini che parteciperanno alle classiche del Nord molto difficilmente (per ovvie ragioni) prenderanno parte al Giro, quindi ci ritroviamo con diciotto squadre che non si presentano alla corsa a tappe italiana con i loro uomini migliori, anzi. Basti pensare, ad esempio, alla formazione che l’anno scorso il team Vacansoleil, per fare un nome, schierò alla partenza del Giro, oppure la Quick Step, formazione storica che forse avrebbe potuto pensare un po’ di più anche alle corse a tappe oltre che alle classiche del Nord. Il problema è che se servono i valori sportivi nel ciclismo, che senso ha invitare di diritto diciotto squadre che magari nemmeno meritano di essere invitate? Solo perchè hanno più soldi di un team Professional? E allora i valori sportivi dei quali parlavamo ad inizio articolo che fine fanno? Insomma, è meglio invitare una squadra che ha tanti soldi e che non onora il Giro, o è meglio invitare una squadra non ricca che anima ogni tappa? Non sarebbe meglio, a questo punto, fare un Giro d’Italia con soli team Professional che rendono bella e vivace ogni tappa? |
| Ultimo aggiornamento Mercoledì 11 Gennaio 2012 11:58 |





L’assegnazione delle wild card per partecipare al Giro d’Italia porta sicuramente a una riflessione importante da fare: sono più importanti i soldi o i meriti sportivi? Tempo fa, parlando con il team manager dell’Androni Gianni Savio, persona con la quale è sempre molto interessante discutere di ciclismo e soprattutto mai banale, ha affermato, parlando della sua squadra, che lo sport non può essere un business, in quanto devono ancora esserci dei valori, altrimenti è meglio basare tutto sul denaro e lasciare questi ultimi da parte.
