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Mister X attraversa il giallo di Contador PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Lunedì 27 Febbraio 2012 11:36

zomegnanL'ex direttore del Giro d'Italia, Angelo Zomegnan, continua la sua battaglia personale contro Bjarne Riis, team manager della Saxo bank, chiamato oggi (lunedi 27 febbraio, ndr) a discutere la licenza Pro Tour della propria formazione, messa in discussione dopo la squalifica di Alberto Contador. Zomegnan, non ha perdonato (giustamente diciamo noi) lo sgarbo fatto da Riis in occasione della 14° tappa del Giro 2011.

 

Quel 21 maggio, si sarebbe dovuto disputare il Monte Crostis, antipasto spettacolare, prima dell'arrivo programmato sul Monte Zoncolan. Il team manager danese, il giorno prima si mise a capo di una protesta, contro il passaggio della corsa dal Crostis. Il passaggio sul Crostis venne annullato e la giuria motivò la decisione: "l'impossibilità, da parte delle ammiraglie, di seguire al meglio i propri ciclisti durante i quasi 40km di gara dove le condizioni della strada non avrebbero consentito il passaggio delle ammiraglie". Zomegnan accettò la scelta della giuria (non avrebbe potuto far altro), ma da quel giorno si scagliò contro Riis, colpevole risaputo della sommossa. Adesso, l'ex direttore del Giro, sul suo blog (IL SEGNO DI ZOM) ha commentato la squalifica di Contador e le eventuali decisioni dell'UCI nei confronti di Riis e della formazione da lui gestita.

Di seguito vi riportiamo il pezzo: Squadre senza il punteggio minimo per poter ambire ad occupare uno dei migliori diciotto posti al mondo e con esso la garanzia ad essere al via del circuito World Tour, soprattutto al Tour de France. Corridori in perenne attesa di giudizio. Altri, che sono dei numeri uno delle classifiche mondiali, messi all’angolo da Wada e UCI. Team interi costantemente con il fiato sospeso e strangolati dall’attesa di un invito a disputare una corsa di primaria importanza: invito che può anche non arrivare. Squadre prive del passaporto biologico che si mescolano nelle gare “maggiori” a team iper-controllati e in quelle “minori” a formazioncine, per non dire squadrette, di ultimissimo rango tanto da non capire se ci si trovi davanti a dei professionisti o a dei dilettanti. In una stessa disciplina si fanno scelte legate a nazionali o a team e nell’ambito di entrambe le situazioni sbocciano conflitti determinati dalle categorie, dalle età, dai contratti di lavoro, eccetera. Insomma: un caos. La stagione 2012 è partita davvero con le semiclassiche del Belgio con i soliti, stantii, irrisolti problemi di sempre. Le trasferte in Australia, Qatar e Oman, soprattutto le ultime, continuo a considerarle poco più di apparizioni folcloristiche nonostante i tentativi da parte dei tre Paesi meritano il rispetto di tutti e per tutto. E guai a lasciarsi incantare dagli aspetti esotici ed esoterici: i numeri sul field e l’audience dicono che i Mondiali di Melbourne sono stati i meno televisti probabilmente degli ultimi trent’anni. E non c’è da rallegrarsi quando certi momenti del ciclismo anziché esaltare l’essenza della disciplina la fanno rotolare all’indietro di qualche gradino. Oggi, si sa, Bjarne Riis compare davanti al “tribunale” dell’UCI a difendere la propria licenza ProTour, che appare svuotata per 2/3 dei punteggi garantiti dai corridori da quando Alberto Contador è stato fermato a tutto il 5 agosto 2012. In pratica, per i prossimi 5 mesi, la Saxo Bank non avrebbe i requisiti sportivi per essere nell’élite del professionismo. La situazione potrebbe apparire paradossale, ma più semplicemente è ridicola. Perché si dovrebbe parlare di requisiti etici e non sportivi o amministrativi. Perché paradossale? Semplicemente perché l’UCI conosceva esattamente la situazione del team di Riis meglio di qualsiasi altro organismo, eppure gli ha concesso la licenza per la stagione 2011 quando Contador era appena stato riabilitato dalla propria federazione per il clenbuterolo del Tour 2010 e la federazione internazionale si stava interfacciando con la Wada per opporre congiuntamente appello a tale assoluzione e spartirsi le spese delle procedure imbastite davanti al TAS. E la stessa situazione era inconfutabile nel novembre-dicembre scorso quando il processo al Tribunale degli Arbitrati nello Sport era in piena bagarre e i giudici chiedevano rinvii su rinvii prima di esprimersi. Nonostante ciò, la Saxo Bank venne tenuta in considerazione come possibile top 18 e le venne consegnata la licenza. L’ennesimo paradosso in aggiunta a quelli di concedere a Contador il rinnovo della licenza individuale nel 2010 e nel 2011, lasciare che si iscrivesse alle gare (Giro d’Italia, Tour de France, eccetera, eccetera) per poi cancellargli i risultati acquisiti sul campo – e in quelle circostanze da pulito – e facendo sprofondare la sua squadra nel baratro della mediocrità tecnica. Detto ciò, ci sono abbastanza situazioni per cui Riis non dovrebbe avere in tasca una licenza UCI da tempo. Parliamo, ad esempio di: 1) la confessione di pratiche dopanti al Tour 1996 quando umiliò Miguel Indurain sulla salita di Hautacam, zona di Lourdes, e quando ad Atlanta fu tra coloro che incrinarono la credibilità del ciclismo all’Olimpiade insieme a certi pistard che ora cercano di riciclarsi nei campi più disparati; 2) il coinvolgimento oggettivo e difficile da nascondere nell’Operation Puerto, che è costata la squalifica a Ivan Basso del quale fu almeno connivente; 3) l’essere il capo assoluto, e dunque onnisciente, di una scuderia che annoverava quel Frank Slechk pizzicato con strane, si fa per dire, transazioni di denaro in Svizzera (lui che è lussemburghese e dunque conoscitore di tutte le agevolazioni fiscali!); 4) il suo direttore sportivo di riferimento negli anni più bui dell’Epo era Kim Andersen, squalificato reiteratamente per doping nel 1987, bandito a vita, rientrato in carovana dalla porta di servizio, nuovamente positivo nel 1992, protagonista di un finale di carriera in maglia bianca perché nessuna squadra lo voleva più ingaggiare; 5) il ritardo nella documentazione dell’iscrizione all’UCI nel 2010 perché non aveva ben capito il nuovo meccanismo di affiliazione, mentre la neonata Leopard gli scippava sia i corridori, sia la leadership nel ranking mondiale. 6) Eccetera. Eccetera. Insomma: a nostro modesto avviso, Riis dovrebbe essere fuori dai giochi da tempo. Ma siccome l’UCI gli ha sempre rinnovato la tessera, ora perché la sua squadra dovrebbe rischiare di essere privata della licenza Pro Tour visto che ha mantenuto in squadra un corridore che la stessa UCI lasciava correre? Essere più realisti del re, si diventa ridicoli. In altre parole, mi tappo il naso e dico che se non è stato cacciato prima (e fu un errore), Riis non deve essere stroncato in questo momento: si consumerebbe una ingiustizia. Semmai che si guardi dentro il suo dossier e non si finga di non sapere che non sapesse nulla di Basso, di Slechk, di Andersen e di chi più ne ha, più ne metta. E poi lo si faccia sbaraccare lui, non i suoi corridori innocenti. Pensiamo che a tutti vada concessa una possibilità di riabilitazione, ma quattro o cinque sono davvero inaccettabili. E siccome al peggio non c’è fine, stamattina ci arriva un pdf dalla Spagna con un singolare articolo di ABC, il quotidiano di Bieito Rubido Ramonde, direttore responsabile e competente. La rivelazione è interessante e se non vera può essere smentita in pochi istanti dalla premiata ditta Wada&Uci. Di che si tratta? Presto detto. Il giallo di Contador (quello della giustizia sportiva e non della maglia del Tour 2010) è stato attraversato da un Mister X. In altre parole: l’11 maggio 2011, mentre Contador era a ”piede libero” – concedeteci questa battuta! – e allungava le mani sul Giro poi vinto senza alcuna traccia di doping nel sangue e nelle urine; la Wada in fase di istruzione delle questioni pregiudiziali, chiese di far sfilare a Ginevra un testimone considerato in grado di rivelare elementi importanti contro il campione spagnolo. Piccolo particolare: il testimone pretendeva l’anonimato perché temeva che certe rivelazioni avrebbero cagionato ritorsioni contro si sé e contro la propria famiglia. L’articolo a firma di Josè Carlos Carabias, spiega che – mentre Contador si lanciava nella tappa dello sterrato da Piombino a Orvieto nel clima mesto della tragedia occorsa al povero WW108 – né l’UCI “che muoveva la mano della WADA”, né la Federazione di Spagna si opposero a quella richiesta di mantenere l’incognita. Indiscrezioni vorrebbero Mister X disposto a spiegare alcuni meccanismi alla base degli atteggiamenti di Contador negli anni 2005-2006, quando il ragazzo di Pinto correva nella Liberty Seguros di Manolo Saiz e stava per deflagare l’Operation Puerto da cui è stato comunque scagionato. Su questa pregiudiziale, la difesa di Contador nello stesso maggio 2011 oppose tesi approfondite. Il collegio degli avvocati si appellarono all’articolo 184 comma 1 – spiega bene Carabias –, ci mise il carico dell’articolo 6 della Convenzione europea per la Protezione dei diritti umani e della libertà individuale e Mister X sparì dalla scena perché “per accuse tanto pesanti non può essere accettato l’anonimato”. L’articolo di ABC si chiude con una domanda d’obbligo: chi era la gola profonda? Alcuni corridori che correvano nella stessa quadra di Contador hanno riconosciuto gli errori commessi. Lo stesso Michele Scarponi, che adesso si ritrova un Giro vinto “per la statistica” e non per il cuore, confessò gli intrecci con Eufemiano Fuentes e, grazie al collaborazionismo con il Coni, ha pagato con una pena ridotta a 18 mesi. E il tedesco Jorg Jaksche raccontò in un serial a Der Spigel come funzionava la baracca. E dunque? Sono disponibile ad ascoltare le verità di Mister X. Per principio non sono d’accordo con chi si nasconde dietro l’anonimato, per qualsivoglia ragione, eppure stavolta – se ci sono ragioni superiori – sono disposto ad aprire il mio canale per i flussi di informazione e a valutare, eventualmente, le ragioni di Mister X a patto che esistano riscontri probanti.

Querido Mister X, ecco come raggiungermi: e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; twitter: @angelozomegnan; facebook: angelo zomegnan

Ultimo aggiornamento Lunedì 27 Febbraio 2012 12:33
 

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