cyclingtime

  • Categoria principale: Rubriche

8.11 - Auguri a... Jan Raas

raas

Jan Raas è il più titolato campione di nazionalità orange nelle classiche in linea. Nato a Heinkenszand l’8 novembre del 1952, professionista dal ’75 all’85, ha ottenuto ben 13 successi nelle grandi classiche, 4° assoluto nella storia dei plurivincitori alle spalle di Eddy Merckx (29 vittorie), Rik Van Looy (16) e Roger De Vlaeminck (14).

L’eccellente ruolino nelle classiche l’occhialuto Raas lo ha ottenuto lungo l’arco di appena sette stagioni (dal ’77 all’83), che rappresentano la parte preponderante di una carriera certamente non lunga, iniziata nel ’75 e conclusa nella primavera dell’85, a soli 32 anni.

Le vittorie - Veloce al punto giusto da vincere anche volate di gruppo compatto al Tour de France, dotato di eccellente acume tattico, aveva nell’allungo a pochi chilometri dal traguardo la sua arma letale. Grazie infatti alle sue eccezionali doti di finisseur ha sorpreso più volte gli avversari negli arroventati finali delle classiche del Nord. Nel ’77, con la maglia di campione d’Olanda conquistata l’anno prima, sorprende i big sul Poggio e resiste al rabbioso ritorno di De Vlaeminck conquistando il prestigioso traguardo della Milano-Sanremo. Molti pensano sia un carneade, ma saranno sonoramente smentiti. È solo il primo di una lunga serie di successi, tutti nelle classiche del Nord: Amstel Gold Race ’77; Amstel, Parigi-Bruxelles e G.P. d’Autunno nel ’78; Giro delle Fiandre e Amstel nel ’79; ancora Amstel nell’80 (quarto acuto consecutivo); Gand-Wevelgem e G.P. d’Autunno ’81; Parigi-Roubaix e il quinto sigillo nella “sua” Amstel nell’82; Giro delle Fiandre ’83.

RaasPlurivittorioso all'Amstel Gold Race con 5 successi

Le squadre - Proficua la militanza nella famosa Ti-Raleigh, per la quale ha corso nel ’75-’76 e poi, dopo la parentesi nella Frisol (’77), dal ’78 fino all’83, prima di chiudere con la Kwantum nell’84-’85. Con l’abile Peter Post al timone, la multinazionale olandese ha fatto incetta di trionfi, marcando un’epoca, potendo contare sulle prodezze oltre che di Raas, anche del compianto Knetemann, di Zoetemelk, Kuiper, Lubberding, Van der Velde, Ludo Peeters e compagnia. Una squadra che puntualmente faceva il bello e il cattivo tempo nelle corse di un giorno, in particolare nelle classiche dei muri e del pavè, all’Amstel e nelle cronosquadre al Tour.

La carriera - Tornando a Raas, fra le sue 145 vittorie non bisogna dimenticare ben 10 successi di tappa al Tour de France (4 giorni in maglia gialla) e 3 titoli nazionali. Tra le vittorie più significative rimembriamo l’assolo nella Parigi-Roubaix ’82, quando dopo aver abilmente mandato in avanscoperta il fido Peeters, si è involato nei chilometri finali per giungere da solo nel velodromo, e il Fiandre ’83, ultima classica finita in bacheca, dopo una splendida azione; ragguardevole il record di 5 successi nell’Amstel Gold Race, ribattezzata in suo onore “Amstel Gold Raas”.

Il ritiro - Dopo avere rotto con Post, alla fine dell’83 si accasa alla Kwantum, ma varie cadute ne limitano l’attività, anche se pregevoli sono le vittorie nell’84 al campionato nazionale e in una tappa al Tour. Ma un’altra rovinosa caduta, alla Sanremo ’85, lo convincono a dire basta. Il 28 maggio dello stesso anno, a 32 anni e mezzo, decide di ritirarsi, e immediatamente gli viene proposto dalla sua stessa squadra l’incarico di direttore sportivo.

Salito sull’ammiraglia, Raas trasferisce la sua intelligenza tattica ai propri atleti iniziando un lungo sodalizio con lo stesso gruppo tecnico attraverso vari sponsor: la Kwantum si trasforma in Superconfex, poi Buckler, Wordperfect, Novell e infine Rabobank fino al 2004, quando decide di lasciare definitivamente dopo quasi vent’anni da d.s. prima e team manager poi e una lunga serie di vittorie.

RaasCampione del mondo a Valkenburg 1977

Mondiale - Unico neo della bellissima carriera di Raas il guizzo a Valkenburg che gli ha regalato la maglia iridata nel mondiale 1979. Un iride che non illumina, perché conquistato al termine di una corsa in cui venne ripetutamente spinto dai suoi compagni nei vari passaggi sul Cauberg, per poi finalizzare il tutto con una volata sporca zigzagando con il tedesco Thurau, quest’ultimo reo di avere letteralmente fatto finire a terra Giovanni Battaglin. La giuria non prese alcun provvedimento (si era in Olanda e aveva vinto Raas…) e così il campione dell’Amstel conquistò senza vera gloria la maglia di campione del mondo.

Leggi anche: Amstel Story - La "cinquina" di Jan Raas

CYCLINGTIME.IT

Edito da GMedia Srls
Registrata presso il Tribunale di Messina con provvedimento n° 13/2011 del 05/12/2011.
Partita IVA: 03352900835

"Comunicazione ai sensi dir. 2009/136/CE: questo sito utilizza cookies tecnici anche di terze parti."

"L'uso del sito costituisce accettazione implicità dell'uso dei cookies. Per revocare il consenso è sufficiente cancellare i cookies di dominio dal browser." Per saperne di piu'

Approvo
Per favore dimostra di essere umano!